Cronaca

Pontecagnano, Anna Borsa ricordata nella trasmissione “Boss in Incognito” su Rai2: "La donazione, per me è un dovere"

Alessia Benincasa
Pontecagnano, Anna Borsa ricordata nella trasmissione “Boss in Incognito” su Rai2: "La donazione, per me è un dovere"
Anna Borsa, la parrucchiera 30enne assassinata dall'ex fidanzato il primo marzo del 2022 a Pontecagnano Faiano, è stata ricordata dal cugino nel corso della trasmissione “Boss in Incognito” in onda su Rai 2.

Pontecagnano, Anna Borsa ricordata nella trasmissione “Boss in Incognito” su Rai2: "La donazione, per me è un dovere"

È stata una puntata segnata dalla commozione quella trasmessa martedì 22 settembre 2026 su Rai2 con “Boss in Incognito”. Nel programma, i proprietari delle aziende assumono l’identità di semplici lavoratori per inserirsi, sotto copertura, tra i propri dipendenti. In questa occasione, la trasmissione si è svolta all’interno della sede salernitana di Caffè Motta.

Nel corso dell’episodio, uno dei dipendenti ha raccontato alla “boss”, presentata come una stagista di nome Martina ma in realtà titolare dell’azienda, Camilla Mastromartino, il dramma vissuto alcuni anni prima con la perdita della cugina Anna Borsa, uccisa dall’ex compagno. Il giovane, sopraffatto dal dolore, ha iniziato a piangere, coinvolgendo emotivamente anche Martina/Camilla. Al termine della puntata, dopo aver rivelato agli altri lavoratori la propria vera identità, la titolare ha comunicato la decisione dell’azienda di effettuare una donazione all’associazione Anna Borsa, nata per volontà del fratello della vittima. “Per me è un dovere”, aveva affermato la proprietaria, mentre il cugino di Anna si lasciava andare alla commozione. La giovane era stata uccisa il 1° marzo 2022 a Pontecagnano.

Il delitto di Anna Borsa

La mattina del 1° marzo 2022, Anna Borsa si trovava nel salone di parrucchiere di Pontecagnano Faiano dove prestava servizio. In quel luogo arrivò l’ex compagno Alfredo Erra, sostenendo di essere passato per salutarla prima di lasciare Salerno. In realtà, l’uomo estrasse un’arma e fece fuoco contro la giovane, provocandone la morte immediata.

Subito dopo rivolse la pistola contro se stesso e premette il grilletto, ma il colpo rimase nella calotta cranica senza risultare fatale. Erra sparò inoltre contro due persone che stavano uscendo rapidamente dall’esercizio commerciale, ferendone una al torace, per poi allontanarsi. Successivamente raggiunse il piazzale dell’azienda presso cui lavorava, lasciò l’automobile di servizio e proseguì la fuga a piedi, dicendo al datore di lavoro: “Ho ucciso Anna”. L’uomo venne fermato alcune ore più tardi dagli agenti della Polizia Stradale all’interno di un’area di servizio dell’autostrada, nel territorio salernitano.

Il procedimento giudiziario e le due sentenze di ergastolo

Gli accertamenti investigativi avevano evidenziato una lunga serie di comportamenti persecutori nei confronti dell’ex compagna. L’uomo, 42 anni all’epoca dei fatti, le avrebbe effettuato centinaia di telefonate quotidiane, si sarebbe presentato senza preavviso sul posto di lavoro e l’avrebbe minacciata di morte qualora non avesse accettato di tornare con lui. In due circostanze, inoltre, le avrebbe versato addosso alcol e benzina.

Erra è stato condannato all’ergastolo sia in primo grado sia in appello. I giudici hanno respinto le argomentazioni presentate dalla difesa contro la prima sentenza, confermando anche la natura premeditata dell’omicidio e ritenendo l’imputato capace di intendere e di volere al momento dell’aggressione. La condanna al carcere a vita è stata quindi ribadita in secondo grado il 19 maggio scorso. Erra è assistito dall’avvocato Pierluigi Spadafora. La famiglia di Anna Borsa è invece rappresentata dagli avvocati Stefania De Martino, Ivan Nigro e Rosanna Carpentieri.
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