Cronaca

Boom di alunni stranieri negli asili della provincia salernitana: la vera integrazione parte dall'italiano

Occhio di Salerno
Boom di alunni stranieri negli asili della provincia salernitana: la vera integrazione parte dall'italiano

Nei plessi scolastici dedicati ai più piccoli della provincia di Salerno si registra una presenza sempre più consistente di bambini privi di cittadinanza italiana, con picchi straordinari registrati proprio a Capaccio Paestum.

Analizzando la mappa dei dati ufficiali del Ministero dell'Istruzione e del Merito aggiornati a fine agosto 2025, emerge chiaramente come la percentuale media del territorio salernitano — pari al 6,78% su oltre ventimila iscritti — superi ampiamente lo standard dell'intera regione Campania come riportato dal quotidiano Il Mattino.

Boom di alunni stranieri negli asili della provincia salernitana

Il fenomeno mostra punte di forte addensamento in specifiche aree locali. Nella scuola dell'infanzia di Precuiali, nel territorio di Capaccio Paestum, la presenza di alunni d'origine estera travalica persino la metà degli frequentanti, toccando un emblematico 53,52%. Situazioni analoghe, con percentuali ben oltre la soglia critica del 30%, si riscontrano anche negli istituti di Polla, San Marzano sul Sarno, San Pietro al Tanagro, Bellosguardo, Magliano Vetere, Perito, Roscigno, Albanella, Battipaglia, Teggiano, Pontecagnano Faiano e Piaggine.

Spostando lo sguardo all'intera popolazione scolastica di ogni ordine e grado, i volumi più elevati in termini di presenze assolute si concentrano nelle città di Battipaglia e Salerno, seguiti a ruota da Sarno ed Eboli.

Il nodo centrale non riguarda la semplice accoglienza formale nelle aule, bensì il superamento delle barriere comunicative. Garantire l'insegnamento dell'italiano come seconda lingua fin dai primi anni d'infanzia rappresenta il vero motore sociale per evitare l'isolamento e favorire la partecipazione attiva.

Questa visione trova pieno riscontro nelle direttive del ministro Giuseppe Valditara, tese a favorire un bilanciamento omogeneo degli studenti tra i vari plessi ed evitare una forte concentrazione nello stesso istituto, approccio già tracciato da storiche circolari ministeriali.

A sottolineare la delicatezza della situazione è Maria Alfano, alla guida del liceo De Filippis-Galdi a Cava de' Tirreni e referente provinciale per il sindacato Dirigenti Scuola. La preside evidenzia come di fronte a percentuali così elevate sia indispensabile dotare gli istituti di risorse concrete per la mediazione linguistica e culturale con le famiglie, ribadendo che padroneggiare la lingua del Paese ospitante costituisce il pilastro imprescindibile per un'autentica inclusione scolastica.

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