Bancarelle sgomberate a Cava de’ Tirreni per lo svolgimento in sicurezza della Notte Bianca: gli ambulanti lamentano danni economici e chiedono il risarcimento. Lo riporta l'odierna edizione del Mattino.
Notte Bianca a Cava, bancarelle sgomberate: ambulanti chiedono il risarcimento
Vigilia dell’Epifania tutt’altro che tranquilla a Cava de’ Tirreni. Per garantire lo svolgimento in sicurezza della Notte Bianca, nella tarda mattinata di ieri gli ambulanti presenti in Corso Mazzini con le bancarelle di caramelle e dolciumi hanno ricevuto un’ordinanza di sgombero con termine fissato alle ore 15.
Il provvedimento è stato adottato per motivi di ordine pubblico, legati all’elevata affluenza prevista in città per il concerto dei The Kolors. La decisione era stata assunta già sabato scorso, nel corso di un tavolo tecnico convocato presso il Commissariato di Cava de’ Tirreni. I sette operatori ambulanti, una volta notificato l’atto dagli agenti della Polizia Municipale, hanno espresso forte contrarietà. Oltre alle difficoltà operative legate allo smontaggio rapido delle strutture, i commercianti segnalano un rilevante danno economico.
Nelle autorizzazioni rilasciate a inizio dicembre dal V Settore del Comune di Cava de’ Tirreni, infatti, erano compresi anche i giorni 5 e 6 gennaio. Di conseguenza, gli ambulanti avevano già versato il pagamento per l’occupazione del suolo pubblico relativo a entrambe le date. «Il Comune avrebbe dovuto avvisarci con maggiore anticipo: è stato impossibile smontare tutto in così poco tempo. Inoltre avevamo acquistato la merce e investito risorse per l’Epifania, ma ci è stato impedito di vendere», hanno dichiarato gli operatori, chiedendo un risarcimento sia per la tassa di occupazione del suolo pubblico versata, sia per i mancati guadagni.
Sulla vicenda è intervenuto anche il sindaco Vincenzo Servalli, che ha fatto sapere come l’amministrazione valuterà la possibilità di riconoscere una forma di ristoro agli ambulanti. «Comprendo il disagio degli operatori – ha spiegato – ma vi sono esigenze di sicurezza pubblica prioritarie, alle quali non possiamo sottrarci».

