Nuova inchiesta sui casi delle
aste fallimentari a Eboli e Capaccio Paestum: nei guai finisce Antonio
Campione, il quale avrebbe venduto un terreno 4 mesi prima dell'acquisto.
Nei guai anche Campione per le aste fallimentari a Eboli e Capaccio
Un
Campione delle
aste fallimentari. Secondo una denuncia presentata in
Procura si chiede di far chiarezza sull’operato di una vecchia conoscenza delle forze dell’Ordine
Antonio Campione, balzato di nuovo agli onori della cronaca per aver
denunciato Giovanni Maiale a causa di un acquisto di un’azienda in mano al curatore fallimentare, essendosi sentito
minacciato dal
vecchio boss,che gli fece tornare alla mente il sequestro di cui fu vittima negli anni ’90 per pagare
un’estorsione.
Ma l’inchiesta sulle aziene bufaline della
piana del Sele e di Paestum, si allargano alle questioni tribunalizie. Secondo la denuncia, ad esempio, lo stesso
Campione avrebbe comprato ad un certo prezzo una parte della
proprietà D’Angelo e poi rivenduta.
Fin qui una possibile speculazione immobiliare, legittima. Ma quello che fa scattare l’allarme è che l’acquisto in mano al Tribunale sarebbe stato fatto
4 mesi dopo la cessione e la relativa vendita notarile. Un particolare che non è sfuggito agli investigatori che ora vogliono vederci chiaro se vi sono altre operazioni del genere.
La zona è attenzionata da tempo, la presenza in loco dello stesso
Maiale nel regno di un altro vecchio boss della
camorra Marrandino ha fatto drizzare le antenne. Come non è passata inosservata la costruzione, pare ad hoc, di un impianto di illuminazione pubblica nei pressi di un
caseificio ad
Eboli, che sarebbe gestito dal vecchio braccio destro dello stesso
Maiale.
Intrecci tra politica, affaristi e malavita: i
Pm Cardea e Cassaniello stanno passando la setaccio ogni elemento, tanto ad esempio che avrebbe ascoltato in qualità di persone informate dei fatti i titolari della ditta che avrebbe lavorato proprio per sistemare l’illuminazione.
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