Sulla tragica morte di Domenico Caliendo si è espresso Hubert Messner, assessore alla Salute della Provincia autonoma di Bolzano ed ex primario di Neonatologia: "Da noi protocollo rispettato, ho piena fiducia del personale sanitario altoatesino".
Messner ha ribadito la fiducia nel lavoro degli operatori, spiegando ai microfoni di Rai Südtirol che il protocollo assegna precisi compiti ai sanitari: informare i genitori disponibili alla donazione, allertare i centri trapianto, garantire il mantenimento delle funzioni vitali degli organi fino all’espianto e organizzare il trasporto. Ha sottolineato come le procedure siano state seguite scrupolosamente, aggiungendo di essere certo che il personale abbia operato al massimo delle proprie possibilità in conformità con le indicazioni standard. Ha inoltre dichiarato di attendere con serenità gli esiti delle indagini in corso.
L’assessore ha voluto mettere in evidenza l’enorme impatto umano che una simile tragedia comporta, sottolineando il peso emotivo per la famiglia del piccolo donatore, per quella del bambino che non ha potuto ricevere un organo funzionante e per gli stessi operatori sanitari. Ha criticato inoltre le recenti speculazioni mediatiche, considerandole un ulteriore fardello per chi lavora quotidianamente con grande dedizione.
Infine, Messner ha ricordato che in Alto Adige la disponibilità alla donazione di organi è tradizionalmente alta e ha evidenziato come, nei trent’anni trascorsi, non si siano mai verificati problemi durante le fasi di prelievo, trasporto o trapianto. Un caso problematico di questo tipo rappresenterebbe un’eccezione senza precedenti nella regione, a testimonianza dell’esperienza e della professionalità del team coinvolto.
Morte di Domenico Caliendo, parla l'assessore alla Salute della Provincia autonoma di Bolzano
Sulla vicenda della morte del piccolo Domenico si è espresso Hubert Messner, assessore alla Salute della Provincia autonoma di Bolzano ed ex primario di Neonatologia. Egli ha preso le difese del personale sanitario altoatesino coinvolto nelle delicate fasi di donazione e trasferimento dell’organo.Messner ha ribadito la fiducia nel lavoro degli operatori, spiegando ai microfoni di Rai Südtirol che il protocollo assegna precisi compiti ai sanitari: informare i genitori disponibili alla donazione, allertare i centri trapianto, garantire il mantenimento delle funzioni vitali degli organi fino all’espianto e organizzare il trasporto. Ha sottolineato come le procedure siano state seguite scrupolosamente, aggiungendo di essere certo che il personale abbia operato al massimo delle proprie possibilità in conformità con le indicazioni standard. Ha inoltre dichiarato di attendere con serenità gli esiti delle indagini in corso.
L’assessore ha voluto mettere in evidenza l’enorme impatto umano che una simile tragedia comporta, sottolineando il peso emotivo per la famiglia del piccolo donatore, per quella del bambino che non ha potuto ricevere un organo funzionante e per gli stessi operatori sanitari. Ha criticato inoltre le recenti speculazioni mediatiche, considerandole un ulteriore fardello per chi lavora quotidianamente con grande dedizione.
Infine, Messner ha ricordato che in Alto Adige la disponibilità alla donazione di organi è tradizionalmente alta e ha evidenziato come, nei trent’anni trascorsi, non si siano mai verificati problemi durante le fasi di prelievo, trasporto o trapianto. Un caso problematico di questo tipo rappresenterebbe un’eccezione senza precedenti nella regione, a testimonianza dell’esperienza e della professionalità del team coinvolto.

