Nasce la fondazione in onore al piccolo Domenico Caliendo, il bambino di 2 anni morto dopo un trapianto al cuore presso il Monaldi di Napoli. L'avvocato della famiglia: "L'operazione poteva essere rinviato". La mamma Patrizia: "La giustizia va avanti".
Il legale è giunto dal notaio a Napoli insieme a mamma Patrizia e ha sottolineato che "volevamo chiarire con i pm che nella cartella clinica non è menzionato l'ok per il cuore arrivato. Nelle fasi dell'operazione non c'è scritto che sia stato dato l'ok sulla verifica della validità e integrità dell'organo".
"Al Monaldi non sono più tornata ma ho visto quanto amore e solidarietà è stata espressa fuori dai cancelli. Approfitto per ringraziare tutti i napoletani ma anche gli italiani che ci hanno dimostrato e continuano a dimostrarci affetto e vicinanza. Domenico oggi è il figlio di tutti. Domenico era un bambino bellissimo con due occhi grandi. Voglio la verità per lui: quando è stato operato nessuno mi ha detto nulla, ho dovuto saperlo leggendo il giornale. Certo, il silenzio mi faceva capire che qualcosa non andava ma il dolore mi sopraffaceva. Penso che in questi casi una mamma non si fa troppe domande. Questa è stata una battaglia e se non fosse stato per il ruolo della stampa ad oggi non saremmo qui. Forse invece con i medici non c'è mai stata comunicazione e, forse, se ci fosse stata probabilmente mio figlio sarebbe ancora qui".
Nasce la fondazione Domenico Caliendo, l'avvocato: "Il trapianto era rinviabile"
"Il trapianto si poteva rinviare visto che Domenico non era un bambino in fin di vita, era affetto da una patologia ma attendeva un cuore da due anni e poteva aspettare ancora qualche anno": a dichiararlo è l'avvocato Francesco Petruzzi commentando l'operazione che ha portato il piccolo Domenico prima al coma e poi alla morte.Il legale è giunto dal notaio a Napoli insieme a mamma Patrizia e ha sottolineato che "volevamo chiarire con i pm che nella cartella clinica non è menzionato l'ok per il cuore arrivato. Nelle fasi dell'operazione non c'è scritto che sia stato dato l'ok sulla verifica della validità e integrità dell'organo".
La mamma di Domenico: "La giustizia va avanti"
Patrizia Mercolino, la mamma della piccola vittima, ha espresso il suo pensiero sulle indagini ancora in corso: "Siamo arrivati a sette indagati, la giustizia va avanti ed ora è il momento della verità. Il dolore lo tengo per me". La donna prima di entrare dal notaio per costituire la Fondazione a nome del bimbo ha esclamato che "la rabbia non serve in questo momento. Oggi lavoriamo perché mio figlio non venga dimenticato, non dovrà succedere più a nessun altro bambino. Nessuna famiglia deve soffrire più come la mia"."Al Monaldi non sono più tornata ma ho visto quanto amore e solidarietà è stata espressa fuori dai cancelli. Approfitto per ringraziare tutti i napoletani ma anche gli italiani che ci hanno dimostrato e continuano a dimostrarci affetto e vicinanza. Domenico oggi è il figlio di tutti. Domenico era un bambino bellissimo con due occhi grandi. Voglio la verità per lui: quando è stato operato nessuno mi ha detto nulla, ho dovuto saperlo leggendo il giornale. Certo, il silenzio mi faceva capire che qualcosa non andava ma il dolore mi sopraffaceva. Penso che in questi casi una mamma non si fa troppe domande. Questa è stata una battaglia e se non fosse stato per il ruolo della stampa ad oggi non saremmo qui. Forse invece con i medici non c'è mai stata comunicazione e, forse, se ci fosse stata probabilmente mio figlio sarebbe ancora qui".

