Ritardi ed
incertezze sulla sperimentazione dell'
app di tracciamento
Immuni. Secondo il calendario del ministero della
Salute sarebbe dovuta iniziare oggi, 29 maggio, la
sperimentazione nelle
Regioni stabilite ma, a quanto pare, c'è stato qualche problema. Stando alle informazioni alle
3 regioni scelte,
Liguria,
Abruzzo e
Puglia, dovrebbero aggiungersi altri
3 territori che, per il momento, non sono ancora stati definiti.
App Immuni, ritardi nell'inizio della sperimentazione
La
scelta dei
territori su cui far partire la
sperimentazione dell'app
Immuni è stata rimandata alla
Conferenza Stato-Regioni che si terrà questa sera ed è già annunciata
rovente. Sul tavolo infatti ci sarà anche la discussa
patente di
immunità richiesta da alcuni governatori. L'allargamento della
platea di regioni tester a
6 - si suppone con una distribuzione che manterrebbe l'equilibrio tra
Nord,
Centro e
Sud - sarebbe infatti il risultato delle
polemiche nate negli
ultimi giorni. In particolare, i test avrebbero lasciato perplessi sia il
Presidente della
conferenza delle
Regioni e
governatore emiliano Stefano Bonaccini che la vicepresidente della
Liguria e
assessore leghista alla
Sanità Sonia Viale.
Quest'ultima in particolare, pur senza rompere con il governatore
Toti, ha spinto la Regione a
un mezzo passo indietro. Oggetto del contendere sarebbe l'assenza di
soluzioni chiare e della
validazione ufficiale da parte dell'
Autorità Garante per la Privacy sulla versione finale del software sviluppato dall'azienda milanese
Bending Spoons.
App Immuni: il Friuli Venezia Giulia fa un passo indietro
Per gli stessi motivi ieri il
Friuli Venezia Giulia, per voce del governatore
Massimiliano Fedriga, ha deciso di
ritirare la propria disponibilità alla
sperimentazione dell'app
Immuni. A tal proposito, Fedriga ha predisposto una lettera da inviare alla Conferenza delle Regioni con cui attacca il sistema "
dell'invio di un sms ai cittadini entrati a contatto con un contagiato". Questa, spiega, sarebbe "
una soluzione poco avveduta che rischia di ingenerare panico o, nel caso in cui il cittadino decidesse di non rivolgersi al medico curante, di vanificare l'efficacia dell'app".
App Immuni: la questione della Privacy
Al di là di ogni
valutazione politica, oltre al consenso dei governatori regionali a mancare è anche l'ormai attesissima
Dpia. Vale a dire la valutazione d'impatto che deve essere prodotta da chi risponde del trattamento dei dati degli utenti - in questo caso il ministero per la
Salute - e poi sottoposta al vaglio del
Garante per la Privacy. Com'è noto infatti a Piazza Venezia spetterà l'ultima parola sull'effettiva pubblicazione dell'app nei negozi digitali di
Apple e
Google. Tuttavia, proprio l'
authority che pochi giorni fa ha ribadito la correttezza a livello normativo di quanto fatto fino a questo momento per l'app, "
non ha ancora ricevuto alcun tipo di comunicazione dal ministero per la Salute". Questo, filtra da ambienti vicini al Garante, "
potrebbe allungare i tempi stimati per la pubblicazione di Immuni".
L'analisi di Apple e Google sull'app di tracciamento dei contatti
Inoltre prima di arrivare sugli
smartphone di milioni di italiani l'app dovrà essere analizzata anche da
Apple e
Google. Un'operazione di routine che di per sé, non dovrebbe richiedere molto tempo. Tuttavia, per distribuirla su base regionale, il discorso potrebbe essere diverso. In pratica non è chiaro se gli
store da cui si potrà scaricare
Immuni possano
limitare il
download a una sola
regione della
Penisola. In caso contrario però, rendendola
disponibile su tutto il
territorio nazionale, si rischierebbe di
invalidare l'intero processo di
test. Com'è noto
Immuni, a tutela della
privacy degli utenti, non è abilitata all'utilizzo dei servizi di geolocalizzazione dello smartphone. Per cui chiunque la scaricasse, pur risiedendo in una regione diversa rispetto a quelle individuate per i test, potrebbe indicare di trovarsi in un altro punto distorcendo le risposte del campione selezionato per la sperimentazione.
Il sito del Ministero della Salute