Momenti di tensione ad Angri, dove il candidato sindaco Pasquale Mauri ha denunciato di essere stato vittima di un’aggressione verbale sotto la propria abitazione.
Sul posto sono intervenuti Polizia Locale, Carabinieri e personale del 118. Mauri ha poi sporto denuncia, chiedendo che venga fatta piena luce su quanto accaduto.
Il racconto di Mauri
Secondo quanto riferito dal candidato sindaco, un uomo lo avrebbe atteso sotto casa, iniziando a provocarlo e ad aggredirlo verbalmente.
Mauri ha spiegato che l’episodio avrebbe superato il limite del confronto personale, arrivando a colpire la memoria della moglie Adriana, scomparsa.
“Ci sono parole che feriscono più di qualsiasi altra cosa”, ha scritto Mauri, sottolineando la gravità delle frasi rivolte contro i suoi affetti più cari.
“Cercava lo scontro”
Nel suo racconto, Mauri sostiene che l’obiettivo fosse provocare una sua reazione e trascinarlo in una situazione potenzialmente pericolosa.
Il candidato ha spiegato di aver mantenuto la lucidità, anche grazie all’intervento del figlio Roberto, presente in quel momento, e al tempestivo arrivo delle forze dell’ordine.
Secondo Mauri, alcune persone avrebbero assistito alla scena e altre avrebbero ripreso da lontano quanto stava accadendo.
La denuncia e l’appello al confronto civile
Mauri ha confermato di aver sporto denuncia e di confidare nel lavoro delle forze dell’ordine.
“Il confronto politico può essere duro. Le idee possono essere diverse. Le critiche fanno parte della democrazia”, ha osservato, aggiungendo però che colpire il dolore personale e la memoria di chi non c’è più significa uscire dal perimetro del confronto civile.
“Non saranno odio e provocazioni a fermarmi”
Il candidato sindaco ha ringraziato le persone che in queste ore gli hanno manifestato vicinanza e ha annunciato l’intenzione di proseguire il proprio percorso politico.
“Continuerò ad andare avanti con la stessa determinazione di sempre”, ha dichiarato, ribadendo che non saranno odio, provocazioni o violenza a fermare il suo impegno per Angri.

