I nuovi dati diffusi dall’Osservatorio Sicurezza e Ambiente Vega riaccendono i riflettori sulla piaga delle morti bianche, fotografando una situazione fortemente critica per il territorio salernitano.
Secondo l’ultimo report, la provincia di Salerno si attesta tristemente ai vertici della classifica nazionale per numero e incidenza di infortuni mortali sul lavoro, evidenziando un quadro particolarmente allarmante all'interno del comparto edile e delle costruzioni.
Nonostante l'impegno profuso negli anni attraverso campagne di sensibilizzazione, percorsi formativi e il potenziamento dei Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS), la sigla sindacale ammette che le misure attuali non sono più sufficienti a invertire la rotta.
«Si tratta di un segnale che impone una riflessione seria. La sola azione sindacale non basta: è necessario un cambio di passo concreto che coinvolga tutti gli attori del sistema, valorizzando appieno anche il ruolo degli Enti Paritetici dell’edilizia come presidio fondamentale per la prevenzione.»
Per fermare la scia di sangue nei cantieri, la FILCA richiama imprese, istituzioni e organi di vigilanza a una responsabilità condivisa, fondata su tre pilastri programmatici:
Secondo l’ultimo report, la provincia di Salerno si attesta tristemente ai vertici della classifica nazionale per numero e incidenza di infortuni mortali sul lavoro, evidenziando un quadro particolarmente allarmante all'interno del comparto edile e delle costruzioni.
Allarme morti sul lavoro nel Salernitano
Davanti a questi numeri, la FILCA di Salerno (Federazione Italiana Lavoratori Costruzioni e Affini) ha espresso profonda preoccupazione, definendo il fenomeno una «strage silenziosa, drammatica e inaccettabile» che continua a colpire duramente il tessuto sociale e familiare del territorio.Nonostante l'impegno profuso negli anni attraverso campagne di sensibilizzazione, percorsi formativi e il potenziamento dei Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS), la sigla sindacale ammette che le misure attuali non sono più sufficienti a invertire la rotta.
«Si tratta di un segnale che impone una riflessione seria. La sola azione sindacale non basta: è necessario un cambio di passo concreto che coinvolga tutti gli attori del sistema, valorizzando appieno anche il ruolo degli Enti Paritetici dell’edilizia come presidio fondamentale per la prevenzione.»
Per fermare la scia di sangue nei cantieri, la FILCA richiama imprese, istituzioni e organi di vigilanza a una responsabilità condivisa, fondata su tre pilastri programmatici:
- Controlli più stringenti ed efficaci nei luoghi di lavoro e nei cantieri edili.
- Formazione continua e obbligatoria per maestranze e datori di lavoro.
- Investimenti strutturali mirati all'efficientamento dei sistemi di sicurezza.

