A raccontare lo scioccante episodio, avvenuto la scorsa settimana, è la
Cnn.
"Sapevo che una volta circondata la casa si stavano preparando per una irruzione", ha detto
Roy Thorne, che visitava la casa con l'agente, alla CNN, "
e il mio istinto mi ha detto che dovevamo andarcene". A chiamare le forze dell'ordine era stato un vicino, che si è poi giustificato affermando che pensava si trattasse di un sospetto arrestato nella proprietà una settimana prima tornato sulla scena, almeno secondo la versione del Dipartimento di Pubblica Sicurezza del Wyoming.
In ogni caso il vicino si era sbagliato perché si trattava in realtà dell'agente immobiliare Eric Brown che stava facendo vedere a Thorne e a suo figlio Samuel una casa in vendita appena fuori Grand Rapids, secondo quanto programmato online il giorno prima.
Rilasciati dopo l'arresto
Alla fine tutti e tre sono stati rilasciati senza incidenti, ma non prima che la polizia del Wyoming ordinasse loro di uscire di casa con le mani alzate e li ammanettasse. Thorne e il figlio 15enne sono stati fatti sedere in due diversi veicoli di pattuglia per il tempo necessario a chiarire la situazione, secondo il filmato poi diffuso dalla polizia del Wyoming. Non risulta che l'uomo abbia sporto denuncia, ma ha affermato che sarebbe stato difficile non intravedere nell'episodio un movente razziale.
Il Dipartimento di
pubblica sicurezza del
Wyoming ha diffuso poi un comunicato affermando di avere condotto una rapida indagine interna concludendo che "la razza non ha avuto alcun ruolo nel trattamento delle persone da parte dei nostri agenti, che hanno risposto in modo appropriato e ragionevole in base alle informazioni a loro disposizione in quel momento"