Un
adolescente su 6 al mondo pensa al
suicidio: secondo i dati
Istat, in
Italia circa 200 decessi all’anno su poco meno di 4000 totali riguardano ragazzi sotto i 24 anni. E poi c’è
l’autolesionismo, comunque pericoloso e in crescita. A settembre 2019, nella giornata mondiale di prevenzione al
suicidio, l’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma diffondeva
dati allarmanti: le richieste urgenti in pronto soccorso per ideazione e comportamento suicidario negli ultimi otto anni sono aumentate di 20 volte, coinvolgendo anche bambini di 10-11 anni. Nel 2018 il pronto soccorso del Bambino Gesù ha
effettuato quasi mille consulenze neuropsichiatriche.
Suicidio, sempre più adolescenti pensano al gesto estremo
La Global School-based Student Health Survey (GSHS) ha condotto uno studio su studenti fra i 12 e i 17 anni tra il 2003 e il 2015. Il campione comprendeva 275.057 adolescenti, con un’età media era di 14,6 anni e il 51,8% di loro erano femmine. Le domande erano chiare: “Hai mai preso seriamente in considerazione di
tentare il
suicidio negli ultimi 12 mesi?” e “Negli ultimi 12 mesi, quante volte sei stato così preoccupato per qualcosa che non riuscivi a dormire la notte?”.
Risultato:
un adolescente su 6 (il 14%) ha pensato al
suicidio negli ultimi 12 mesi, il 9% ha vissuto episodi di
forte ansia. Nel complesso la prevalenza aggregata di ragazzi che hanno pensato al suicidio è più alta nei paesi a
reddito medio-alto (il 17% contro l’11%), mentre l’ansia è leggermente più diffusa nei paesi più
poveri (nel 10% dei rispondenti dei paesi a basso reddito contro il 9% di quelli più ricchi).
Uno studio pubblicato nel 2019 su The Lancet Child & Adolescent Health che aveva coinvolto 59 paesi a bassi reddito evidenziava questo
trend: pensieri e i comportamenti
suicidari sono prevalenti tra gli
adolescenti nei paesi a
basso e medio reddito, in particolare nelle regioni dell’Africa e del Pacifico occidentale, e in particolare tra le ragazze e gli adolescenti di età compresa tra 15 e 17 anni.
La più alta prevalenza aggregata di ideazione
suicidaria è stata osservata nella regione africana (il 21%) e la più bassa nella regione asiatica. La prevalenza di ansia è risultata essere più elevata nella regione del Mediterraneo orientale, mentre i meno ansiosi sembrano essere proprio i ragazzi europei. “Solo” il 4% di questi ultimi sarebbe profondamente ansioso. Le probabilità di sperimentare l’idea suicida e l’ansia erano più alte tra gli adolescenti che avevano avuto un conflitto tra pari, episodi di vittimizzazione tra
pari e di
isolamento. Già una revisione sistematica pubblicata nel 2015 su 27 paesi aveva riferito che la prevalenza mondiale di disturbi mentali era del 13,4%.