Il mare di Vietri sul Mare torna a far discutere nel pieno della stagione estiva. Le ultime analisi condotte dall'Arpac (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Campania) hanno evidenziato parametri fuori norma, costringendo alla firma di un decreto di divieto temporaneo di balneazione.
Il provvedimento interessa un tratto di costa strategico e ad alta densità turistica, compreso tra il campo sportivo della frazione Marina e la suggestiva area dei Due Fratelli.
I consiglieri comunali di minoranza Alessio Serretiello, Antonella Scannapieco e Maurizio Celenta hanno sollevato dure critiche nei confronti della giunta, ponendo l'accento sulla continuità politica che governa il comune costiero:
«Siamo di fronte all’ennesimo divieto di balneazione in un tratto di naturale bellezza ed altamente simbolico del nostro territorio. Negli ultimi 20 anni la città è stata amministrata, di fatto, sempre dalla stessa area politica, e oggi si ripresentano le medesime problematiche che non si vogliono affrontare e risolvere con interventi strutturali, preferendo le operazioni di facciata».
Oltre all'inquinamento temporaneo, l'opposizione denuncia una situazione di forte degrado e disorganizzazione strutturale che penalizza la frazione Marina:
I consiglieri hanno infine proposto la convocazione urgente di un tavolo tecnico permanente che veda la partecipazione attiva del Comune, dei tecnici dell'Arpac e di tutti gli enti sovracomunali competenti. L'obiettivo deve essere quello di mappare capillarmente gli scarichi abusivi e i guasti alla rete fognaria per approntare un piano di risanamento definitivo, ribadendo che la tutela del mare e dell'economia vietrese non può e non deve avere un colore politico.
Il provvedimento interessa un tratto di costa strategico e ad alta densità turistica, compreso tra il campo sportivo della frazione Marina e la suggestiva area dei Due Fratelli.
Vietri sul Mare, divieto di balneazione a Marina: l'opposizione attacca l'amministrazione
La decisione ha immediatamente innescato la reazione del gruppo consiliare di opposizione "Vietri che Vogliamo", che ha espresso profondo rammarico per l'ennesimo stop ai tuffi, parlando di una criticità cronica mai risolta e di una gestione del tema ambientale sostanzialmente inesistente da parte della maggioranza.I consiglieri comunali di minoranza Alessio Serretiello, Antonella Scannapieco e Maurizio Celenta hanno sollevato dure critiche nei confronti della giunta, ponendo l'accento sulla continuità politica che governa il comune costiero:
«Siamo di fronte all’ennesimo divieto di balneazione in un tratto di naturale bellezza ed altamente simbolico del nostro territorio. Negli ultimi 20 anni la città è stata amministrata, di fatto, sempre dalla stessa area politica, e oggi si ripresentano le medesime problematiche che non si vogliono affrontare e risolvere con interventi strutturali, preferendo le operazioni di facciata».
Oltre all'inquinamento temporaneo, l'opposizione denuncia una situazione di forte degrado e disorganizzazione strutturale che penalizza la frazione Marina:
- Foci fluviali e divieti fissi: Le poche aree sabbiose spacciate per spiagge libere si trovano a ridosso della foce del fiume Bonea, dove per legge vige un divieto di balneazione permanente.
- Assenza di servizi essenziali: Nelle suddette spiagge mancano totalmente presidi di vigilanza e salvatamento, servizi igienici, docce pubbliche e fontanelle di acqua potabile.
- Spazi occupati: Il litorale residuo risulta congestionato da imbarcazioni, pattini e attrezzature balneari (ombrelloni e lettini) posizionate a pagamento, spingendo la minoranza a chiedere chiarezza sull'eventuale rilascio di nuove concessioni demaniali.
I consiglieri hanno infine proposto la convocazione urgente di un tavolo tecnico permanente che veda la partecipazione attiva del Comune, dei tecnici dell'Arpac e di tutti gli enti sovracomunali competenti. L'obiettivo deve essere quello di mappare capillarmente gli scarichi abusivi e i guasti alla rete fognaria per approntare un piano di risanamento definitivo, ribadendo che la tutela del mare e dell'economia vietrese non può e non deve avere un colore politico.

