È scattata oggi in Israele - in una prima mondiale - la somministrazione della terza dose del vaccino Pfizer agli ultra sessantenni già vaccinati. Alla presenza del premier Naftali Bennett i primi volontari sono stati il capo dello Stato Isaac Herzog e la moglie Michal.
Vaccini in Israele, oggi il via alla terza dose
“La lotta contro il Covid è mondiale - ha detto Bennett. - Solo insieme possiamo vincere. Israele è pronto a condividere le proprie conoscenze”. Il
premier (che è un ebreo osservante) ha lanciato un ulteriore appello all’immunizzazione degli anziani rielaborando uno dei Comandamenti: “
Vaccina tuo padre e tua madre - ha detto - affinché si prolunghi la loro vita”.
“Il dibattito sulla terza dose di vaccino è giusto che sia iniziato ed è giusto che il Governo preventivamente si approvvigioni. Israele ha iniziato a somministrarla e tra un mese o un mese e mezzo avremo abbastanza dati per capirne l’impatto. Siamo su territorio sconosciuto, via via che i dati si accumulano, determinate cose diventano legittime e praticabili. Non possiamo inventarci se fare la terza o quarta dose” ha commentato ad Agorà Estate, su Rai tre,
Andrea Crisanti, professore ordinario di microbiologia all’Universita di Padova.
“I dati - ha aggiunto - sono la cosa più importante per tracciare la strada, altrimenti si improvvisa e in sanità pubblica non si può improvvisare”. Rispetto all’efficacia dei vaccini,
“nessun vaccino copre bene la variante delta al 100%. Quelli sicuramente più efficaci in termine di copertura sono quelli a mRna, ma anche nel migliore dei casi, come mostrano il dato di Israele, con la variante delta abbiamo una protezione del 70%”.