L’associazione Ottantaquattrocento torna a chiedere un approfondimento tecnico e pubblico sulla situazione dell’arenile di Torrione, a Salerno, dopo le notizie relative agli esiti delle analisi effettuate dall’Arpac sulla sabbia di Universo Beach.
Il sodalizio aveva già rivolto un appello all’Ordine dei Geologi della Campania per fare luce sulle criticità emerse nel dibattito pubblico. Una richiesta che, secondo l’associazione, non avrebbe ancora ricevuto risposta.
Le analisi Arpac e la richiesta di trasparenza
A riaccendere l’attenzione sul caso sono state le verifiche sulla sabbia, richieste dal Comune di Salerno e dalla Procura della Repubblica. Per Ottantaquattrocento, quanto emerso impone un approccio basato su prudenza, trasparenza e rigore scientifico.
L’associazione precisa di non voler anticipare valutazioni che spettano agli organi competenti, ma ritiene necessario evitare silenzi quando sono in gioco temi delicati come la salute pubblica, la qualità dell’ambiente e la tutela del litorale cittadino.
“Chiarire ogni fase degli interventi”
La referente Mariarosaria Vitiello sottolinea la necessità di fare chiarezza non solo sugli esiti delle analisi, ma anche sulle responsabilità relative alle diverse fasi degli interventi.
Secondo l’associazione, occorre comprendere chi abbia progettato, autorizzato, eseguito e controllato le operazioni che hanno interessato l’area. La trasparenza, viene evidenziato, non riguarda soltanto i risultati finali, ma anche le scelte tecniche e amministrative che li hanno determinati.
Nuovo invito all’Ordine dei Geologi
Ottantaquattrocento rinnova quindi l’appello all’Ordine dei Geologi della Campania e agli altri soggetti scientifici e professionali competenti, chiedendo la promozione di un confronto pubblico.
L’obiettivo è offrire ai cittadini informazioni chiare, verificate e fondate su dati tecnici, evitando confusione e ricostruzioni parziali su una vicenda che riguarda un tratto importante del litorale salernitano.
“Il mare e le spiagge appartengono a tutti”
Per l’associazione, la questione Universo Beach non può essere ridotta a un semplice caso tecnico o amministrativo. Al centro ci sono il rapporto della città con il proprio mare, la qualità degli spazi pubblici e il diritto dei cittadini a conoscere il reale stato di salute delle spiagge.
Ottantaquattrocento conclude ribadendo che mare e arenili appartengono alla comunità e che proprio per questo ogni passaggio deve essere affrontato con chiarezza, competenza e piena responsabilità.

