All'Università degli Studi di Salerno è nato un progetto che potrebbe trasformarsi in un “antivirus” per i social media, combattendo il razzismo e la xenofobia online.
Il progetto è guidato da unità di ricerca appartenenti a diverse università italiane, tra cui l'Università della Calabria e l'Università di Chieti-Pescara, oltre all'ateneo di Salerno. Esso si propone di esplorare come i media digitali possano amplificare l'intolleranza sistemica attraverso particolari modalità architettoniche e discorsive.
Giuseppe Giordano, professore associato di Statistica sociale presso l'Università di Salerno e referente del progetto, spiega che il loro lavoro costituisce una fotografia dello stato attuale delle cose e, allo stesso tempo, una "cassetta degli attrezzi" per affrontarle.
La grande novità del progetto è lo sviluppo di un bot, un programma software progettato per eseguire azioni automatizzate online, utilizzato come strumento per individuare e contrastare i linguaggi d’odio in rete.
L'obiettivo finale del progetto è estremamente ambizioso: diffondere Tolerant tra i dirigenti dei social media in modo tale da consentire la scansione in tempo reale dei contenuti che incitano all’odio e agire prontamente di conseguenza.
Razzismo e xenofobia sui social media: all'Università di Salerno nasce il progetto "antivirus"
All'Università degli Studi di Salerno è nato un progetto che potrebbe trasformarsi in un “antivirus” per i social media, combattendo il razzismo e la xenofobia online. Il programma, chiamato Tolerant, è stato annunciato dal giornalista Gabriele Bojano sul sito salerno.corriere.it. Questo progetto è supportato dall'iniziativa italiana Prin-Pnrr e integra le scienze sociali con la scienza dei dati per individuare, mappare e analizzare in modo critico fenomeni di razzismo e xenofobia nei confronti di migranti, richiedenti asilo e della comunità rom.Il progetto è guidato da unità di ricerca appartenenti a diverse università italiane, tra cui l'Università della Calabria e l'Università di Chieti-Pescara, oltre all'ateneo di Salerno. Esso si propone di esplorare come i media digitali possano amplificare l'intolleranza sistemica attraverso particolari modalità architettoniche e discorsive.
Giuseppe Giordano, professore associato di Statistica sociale presso l'Università di Salerno e referente del progetto, spiega che il loro lavoro costituisce una fotografia dello stato attuale delle cose e, allo stesso tempo, una "cassetta degli attrezzi" per affrontarle.
La grande novità del progetto è lo sviluppo di un bot, un programma software progettato per eseguire azioni automatizzate online, utilizzato come strumento per individuare e contrastare i linguaggi d’odio in rete.
L'obiettivo finale del progetto è estremamente ambizioso: diffondere Tolerant tra i dirigenti dei social media in modo tale da consentire la scansione in tempo reale dei contenuti che incitano all’odio e agire prontamente di conseguenza.

