La provincia di Salerno si colloca al 77esimo posto nella graduatoria nazionale della spesa turistica pro capite, all’interno di un’analisi che fotografa le abitudini di viaggio degli italiani su base territoriale come riportato dal quotidiano Il Mattino oggi in edicola.
Il dato emerge da uno studio elaborato da Vamonos Vacanze, tour operator specializzato in viaggi di gruppo, che ha incrociato informazioni provenienti da Istat, Banca d’Italia ed Eurostat, analizzando i comportamenti di spesa nelle 107 province e città metropolitane del Paese.
L’analisi regionale evidenzia come l’intera Campania si collochi nella fascia medio-bassa della classifica nazionale, pur con alcune differenze interne. Napoli, con una spesa pro capite pari a 1.279 euro annui, si posiziona al 75esimo posto ed è la provincia campana con il valore più alto. Seguono Salerno al 77esimo posto, Avellino all’85esimo con 1.233 euro, Caserta al 90esimo con 1.220 euro e Benevento al 92esimo posto con una spesa media di 1.200 euro.
Il quadro nazionale restituisce forti divari territoriali. In testa alla classifica si collocano prevalentemente province del Nord Italia, dove la spesa per viaggi raggiunge livelli sensibilmente più elevati. Brescia guida la graduatoria con 1.750 euro pro capite, seguita da Aosta (1.731 euro) e Torino (1.725 euro). Nelle prime posizioni figurano anche Genova, Mantova, Verona, Savona, Lecco, Imperia, Bergamo e Modena, tutte con valori prossimi o superiori ai 1.700 euro annui. Tra le grandi città metropolitane, Milano registra la spesa più alta con 1.672 euro, seguita da Roma, Bologna e Firenze.
All’estremo opposto della classifica si concentrano soprattutto province del Mezzogiorno e delle aree interne. I livelli di spesa più contenuti si riscontrano a Vibo Valentia, Agrigento, Caltanissetta, Crotone, Nuoro, Trapani, Ragusa, Enna, Oristano e Siracusa, con valori che oscillano tra i 1.105 e i 1.166 euro pro capite.
Secondo l’analisi di Vamonos Vacanze, la distribuzione della spesa turistica riflette non solo il reddito medio, ma anche fattori strutturali come densità abitativa, accessibilità ai servizi, offerta culturale e modelli di consumo. Nei grandi centri urbani, caratterizzati da una maggiore presenza di single e da una più alta propensione ai viaggi internazionali, la spesa tende a concentrarsi su un numero inferiore di viaggi, ma con budget più elevati. Nelle province meno dense e nelle aree interne, invece, prevalgono viaggi più brevi e destinazioni nazionali, con una spesa media sensibilmente più contenuta
Il dato emerge da uno studio elaborato da Vamonos Vacanze, tour operator specializzato in viaggi di gruppo, che ha incrociato informazioni provenienti da Istat, Banca d’Italia ed Eurostat, analizzando i comportamenti di spesa nelle 107 province e città metropolitane del Paese.
Turismo, Salerno al 77° posto per spesa pro capite
Il posizionamento di Salerno restituisce l’immagine di una provincia con livelli di spesa inferiori rispetto ai grandi centri del Nord, ma in linea con molte realtà del Mezzogiorno. Nel contesto regionale campano, il Salernitano occupa il secondo posto per spesa turistica individuale, preceduto solo dalla città metropolitana di Napoli e davanti alle province di Avellino, Caserta e Benevento. Ogni residente della provincia di Salerno investe mediamente 1.267 euro l’anno per viaggi e vacanze, una cifra che consente al territorio di superare numerose aree del Sud Italia.L’analisi regionale evidenzia come l’intera Campania si collochi nella fascia medio-bassa della classifica nazionale, pur con alcune differenze interne. Napoli, con una spesa pro capite pari a 1.279 euro annui, si posiziona al 75esimo posto ed è la provincia campana con il valore più alto. Seguono Salerno al 77esimo posto, Avellino all’85esimo con 1.233 euro, Caserta al 90esimo con 1.220 euro e Benevento al 92esimo posto con una spesa media di 1.200 euro.
Il quadro nazionale restituisce forti divari territoriali. In testa alla classifica si collocano prevalentemente province del Nord Italia, dove la spesa per viaggi raggiunge livelli sensibilmente più elevati. Brescia guida la graduatoria con 1.750 euro pro capite, seguita da Aosta (1.731 euro) e Torino (1.725 euro). Nelle prime posizioni figurano anche Genova, Mantova, Verona, Savona, Lecco, Imperia, Bergamo e Modena, tutte con valori prossimi o superiori ai 1.700 euro annui. Tra le grandi città metropolitane, Milano registra la spesa più alta con 1.672 euro, seguita da Roma, Bologna e Firenze.
All’estremo opposto della classifica si concentrano soprattutto province del Mezzogiorno e delle aree interne. I livelli di spesa più contenuti si riscontrano a Vibo Valentia, Agrigento, Caltanissetta, Crotone, Nuoro, Trapani, Ragusa, Enna, Oristano e Siracusa, con valori che oscillano tra i 1.105 e i 1.166 euro pro capite.
Secondo l’analisi di Vamonos Vacanze, la distribuzione della spesa turistica riflette non solo il reddito medio, ma anche fattori strutturali come densità abitativa, accessibilità ai servizi, offerta culturale e modelli di consumo. Nei grandi centri urbani, caratterizzati da una maggiore presenza di single e da una più alta propensione ai viaggi internazionali, la spesa tende a concentrarsi su un numero inferiore di viaggi, ma con budget più elevati. Nelle province meno dense e nelle aree interne, invece, prevalgono viaggi più brevi e destinazioni nazionali, con una spesa media sensibilmente più contenuta

