Quali sono le cause del tumore alla tiroide? Con quali sintomi si manifesta inizialmente? Quali sono le cure e soprattutto, quali sono le aspettative di sopravvivenza con questa malattia? Ecco tutto quello che c'è da sapere al riguardo.
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Tumore tiroide: cause, sintomi, cure e sopravvivenza
Il tumore della tiroide origina dall’omonima ghiandola, situata a livello della linea mediana del collo davanti alla trachea; rende conto del 2-3% dei tumori e si sviluppa soprattutto nei giovani adulti e negli over 60. Nelle donne l’incidenza ha un rapporto di 3:1 rispetto agli uomini. I sintomi più frequenti del tumore della tiroide sono:- comparsa di un rigonfiamento senza dolore della zona anteriore del collo,
- dispnea (difficoltà respiratoria con sensazione di fame d’aria),
- disfagia (difficoltà alla deglutizione),
- paralisi del nervo ricorrente con voce bitonale.
- visita medica (anamnesi ed esame obiettivo),
- studio ormonale
- esami del sangue
- ecografia tiroidea
- scintigrafia tiroidea
- TAC e risonanza magnetica,
- biopsia.
- intervento chirurgico con rimozione della ghiandola tiroide,
- radioterapia,
- chemioterapia,
- terapia radio metabolica con Iodio-131.
- benigni con una prognosi positiva,
- maligni con prognosi variabile a seconda della forma e dello stadio al momento della diagnosi.
Cause
La tiroide è una ghiandola che si trova alla base della gola, vicino alla trachea; ha la forma di una farfalla, con un lobo destro e un lobo sinistro. L’istmo, un sottile pezzo di tessuto, collega i due lobi. Una tiroide sana è larga 6-7 cm e alta circa 3 e non viene percepita alla palpazione.- età del paziente inferiore a 16 anni o maggiore di 50 anni,,
- sesso femminile,
- precedente radioterapia a testa, collo e torace in giovane età,
- casi di tumori della tiroide in famiglia e/o predisposizione genetica,
- specifiche caratteristiche del nodulo:
- dimensioni oltre i 3 cm,
- consistenza dura,
- assenza di dolore,
- crescita rapida,
- sintomi compressivi alle strutture vicine (disfagia, dispnea, disfonia con voce bitonale),
- obesità,
- acromegalia,
- etnia asiatica,
- gozzo e altre patologie della tiroide come le tiroiditi.
Classificazione
Il tumore della tiroide può essere classificato in:- Carcinoma papillare: è il più frequente, rappresentando da solo circa il 70% dei casi. Ha la prognosi migliore per via della sua crescita lenta. È invasivo localmente e tende a dare metastasi linfonodali.
- Carcinoma follicolare: è il secondo tumore per frequenza e si manifesta soprattutto nelle donne e nelle aree geografiche con carenza di Iodio. Cresce lentamente e tende a disseminare per via ematogena con metastasi a livello polmonare, osseo e del sistema nervoso centrale.
- Carcinoma anaplastico indifferenziato: rappresenta l’1% dei tumori tiroidei e si presenta negli anziani. Ha una prognosi infausta per via della sua rapida crescita e della sua aggressività.
- Carcinoma midollare: deriva dalle cellule C parafollicolari della zona midollare della tiroide. Nel 20% dei casi fa parte di una sindrome detta MEN 2 e si presenta con diversi casi nella stessa famiglia.
- Linfoma tiroideo: molto raro, si manifesta nelle donne over 50 con anamnesi di tiroidite di Hashimoto da molti anni.
Sintomi
Nelle fasi iniziali il tumore della tiroide tende ad essere del tutto asintomatico. Con il passare del tempo si accresce progressivamente, condizione che porta allo sviluppo di sintomi dovuti alla compressione delle strutture circostanti:- rigonfiamento non dolente della zona anteriore del collo,
- raucedine,
- dispnea (difficoltà respiratoria con sensazione di fame d’aria),
- disfagia (difficoltà alla deglutizione),
- paralisi del nervo ricorrente con voce bitonale,
- mal di gola persistente,
- sensazione di “nodo alla gola”.
- linfonodi del collo,
- sistema nervoso centrale,
- polmoni,
- fegato,
- ossa.
- metastasi al SNC:
- cefalea,
- disturbi del movimento,
- ipertensione endocranica,
- …
- metastasi ai polmoni:
- dispnea e insufficienza respiratoria;
- fegato:
- insufficienza epatica e cirrosi;
- ossa:
- dolori e fratture patologiche.
Diagnosi
Il percorso diagnostico parte un’anamnesi accurata e da un esame obiettivo dettagliato e approfondito. L’anamnesi consiste nella formulazione da parte del medico di diverse domande da rivolgere al paziente, per raccogliere informazioni su:- momento di comparsa dei sintomi,
- presenza di patologie sottostanti,
- eventuale assunzione di farmaci,
- familiarità per tumori o patologie della tiroide.
Sulla base dell’anamnesi e dell’esame obiettivo è possibile porre un’ipotesi diagnostica di tumore della tiroide, che dovrà in tutti i casi essere confermata da esami di laboratorio, esami strumentali e dalla biopsia. Con gli esami del sangue si valutano gli ormoni tiroidei ed altri parametri come il TSH, fT3 e fT4, la tireoglobulina e la calcitonina. Possono essere utili anche i marcatori tumorali che tuttavia non permettono di formulare diagnosi ma sono molto utili nella gestione post-trattamento (follow-up), e nell’identificazione precoce di un’eventuale ripresa della malattia. L’ecografia è lo strumento indispensabile e fondamentale per lo studio della tiroide e dei suoi noduli. Essendo un esame ripetibile e non invasivo (non utilizza le radiazioni ionizzanti come la TC, ma onde sonore del tutto innocue) permette di valutare:
- dimensioni dei noduli,
- forma,
- contenuto, quindi se sono noduli solidi o cistici,
- comportamento riguardo l’invasione della capsula,
- vascolarizzazione.
- ago-aspirato: rappresenta la metodica più utilizzata e meno invasiva per il paziente. Tramite un ago, sotto la guida dell’ecografo, si arriva a livello del nodulo oggetto di studio e si preleva un piccolo gruppo di cellule.
- Biopsia chirurgica: quando la biopsia dopo ago-aspirato non risulta dirimente (ad esempio in caso di carcinoma follicolare) è necessaria la biopsia chirurgica con asportazione di tutto il nodulo durante un intervento chirurgico.
- Nodulo caldo, in presenza di una captazione intensa del tracciante,
- Nodulo freddo, se il tracciante viene scarsamente captato dalle cellule.
Cura
La scelta del trattamento in caso di tumore della tiroide dipende da diversi fattori tra cui:- età del paziente ed eventuali comorbidità,
- tipo di tumore (benigno o maligno),
- invasione locale o eventuali metastasi a distanza.
- Lobectomia: viene rimosso uno solo dei due lobi della tiroide, quello dove è presente il nodulo maligno. Questa metodica è riservata a casi particolari con tumore di dimensioni esigue.
- Tiroidectomia totale: consiste nella rimozione completa di tutta la ghiandola tiroide attraverso una piccola incisione a livello cervicale. Si realizza nella gran parte dei tumori della tiroide e durante la stessa seduta è possibile rimuovere eventuali linfonodi con sospetta metastasi.
- Per le forme locali in fase iniziale, con il trattamento chirurgico risolutivo la prognosi è molto buona con una percentuale di ripresa di malattia esigua.
- Nel caso di forme avanzate trattate con chemioterapia, la prognosi è invece infausta con sopravvivenza a 10 anni che non supera il 20%.

