Un uomo di 72 anni della provincia di Salerno ha presentato il 18 marzo 2026 una denuncia-querela alla Procura della Repubblica di Vallo della Lucania, assistito dall’avvocato Leopoldo Catena, dopo essere rimasto vittima di una complessa truffa sentimentale e di frode informatica. Le accuse comprendono truffa, frode informatica, accesso abusivo a sistemi informatici e sostituzione di persona.
Dopo qualche tempo, arrivano le prime richieste di denaro: secondo la versione della donna, un’eredità di 80.000 euro era bloccata presso la BNP Paribas di Parigi e per sbloccarla servivano 15.000 euro. L’uomo inizia a versare, prima somme contenute, poi importi sempre più elevati. Tra luglio 2024 e maggio 2025, i pagamenti seguono un ritmo regolare, indirizzati a diverse persone tramite carte Postepay fornite dalla donna, con motivazioni che spaziano da spese mediche a emergenze familiari. In totale, i versamenti documentati superano 15.000 euro.
In seguito, la donna chiede le credenziali delle carte Postepay dell’uomo, permettendo trasferimenti a sua insaputa. Successivamente, l’uomo scopre che a suo nome sono stati aperti conti online presso Banca BBVA e Banca N26, sempre senza il suo consenso. La situazione peggiora quando riceve notifica dai Carabinieri: risulta indagato dalla Procura di Marsala come coimputato in un’indagine relativa all’uso della sua carta Postepay per estorcere denaro a terzi, tramite minaccia di diffondere materiale sessuale. I suoi documenti e codice fiscale, inviati alla donna nella relazione, sono stati utilizzati per attività illecite di cui lui era all’oscuro.
Nella querela depositata il 18 marzo 2026, l’uomo denuncia formalmente Dubois Marie Chancelle e tutti i soggetti coinvolti nella vicenda, riservandosi di costituirsi parte civile. L’avvocato Catena ha allegato all’atto una perizia informatica forense, tracciamenti IP, ricevute dei versamenti, foto e l’intera raccolta delle chat, a supporto delle accuse.
Truffa sentimentale e frode online: pensionato salernitano derubato
La vicenda ha origine su Facebook, nel luglio 2024, quando l’uomo entra in contatto con una donna che si presenta come Dubois Marie Chancelle, residente a Troyes, Francia, e trasferitasi da Bologna per motivi familiari. Tra chat e messaggi WhatsApp, la donna costruisce una relazione sentimentale intensa, definendosi “mia moglie” e mantenendo costantemente contatti quotidiani.Dopo qualche tempo, arrivano le prime richieste di denaro: secondo la versione della donna, un’eredità di 80.000 euro era bloccata presso la BNP Paribas di Parigi e per sbloccarla servivano 15.000 euro. L’uomo inizia a versare, prima somme contenute, poi importi sempre più elevati. Tra luglio 2024 e maggio 2025, i pagamenti seguono un ritmo regolare, indirizzati a diverse persone tramite carte Postepay fornite dalla donna, con motivazioni che spaziano da spese mediche a emergenze familiari. In totale, i versamenti documentati superano 15.000 euro.
In seguito, la donna chiede le credenziali delle carte Postepay dell’uomo, permettendo trasferimenti a sua insaputa. Successivamente, l’uomo scopre che a suo nome sono stati aperti conti online presso Banca BBVA e Banca N26, sempre senza il suo consenso. La situazione peggiora quando riceve notifica dai Carabinieri: risulta indagato dalla Procura di Marsala come coimputato in un’indagine relativa all’uso della sua carta Postepay per estorcere denaro a terzi, tramite minaccia di diffondere materiale sessuale. I suoi documenti e codice fiscale, inviati alla donna nella relazione, sono stati utilizzati per attività illecite di cui lui era all’oscuro.
Nella querela depositata il 18 marzo 2026, l’uomo denuncia formalmente Dubois Marie Chancelle e tutti i soggetti coinvolti nella vicenda, riservandosi di costituirsi parte civile. L’avvocato Catena ha allegato all’atto una perizia informatica forense, tracciamenti IP, ricevute dei versamenti, foto e l’intera raccolta delle chat, a supporto delle accuse.

