A Corsano, frazione di Tramonti, emergono segnali evidenti di tensione all’interno della comunità. Nella notte tra Pasqua e Pasquetta sono comparse alcune scritte sui muri nei pressi dell’area della fiera di San Vincenzo, proprio alla vigilia dei festeggiamenti tradizionali. Tra i messaggi apparsi, uno in particolare ha attirato l’attenzione: “Corsano non vi vuole”, poi in parte modificato con una scritta in rosso che recita “Potere al popolo”. Un contrasto simbolico che riflette un clima di divisione sempre più marcato tra i residenti.
Il nodo dei festeggiamenti e della gestione
Alla base del malcontento ci sarebbe la gestione delle celebrazioni religiose, finanziate dalle offerte dei cittadini ma percepite da molti come poco partecipate e sempre più centralizzate.
Secondo alcune voci locali, la comunità si sentirebbe esclusa dalle decisioni organizzative e dalla gestione delle risorse, alimentando un senso di distanza tra fedeli e parrocchia.
Il ruolo del parroco al centro della polemica
Al centro delle critiche finisce il parroco don Carmelo Coppola, la cui gestione pastorale è da tempo oggetto di discussione tra i residenti. Dopo un iniziale clima di accoglienza, negli ultimi anni sarebbero emerse difficoltà nei rapporti con la comunità, soprattutto per una ridotta partecipazione alle attività parrocchiali e una comunicazione ritenuta poco aperta.
A pesare ulteriormente sul clima, anche una vicenda passata legata a episodi di danneggiamento di un’auto, che aveva già suscitato polemiche e perplessità tra i cittadini.
Una comunità divisa tra tradizione e conflitto
Le tensioni si sono riflesse anche nei festeggiamenti di quest’anno, caratterizzati da una partecipazione ridotta e da un clima meno coinvolgente rispetto al passato.
La processione di San Vincenzo e della Madonna Addolorata si è svolta in tono più contenuto, tra la presenza di fedeli divisi tra rispetto delle tradizioni e crescente disagio verso la situazione attuale.
Il silenzio delle istituzioni ecclesiastiche
Nonostante le segnalazioni e le richieste di intervento, secondo quanto emerge, non ci sarebbero state prese di posizione ufficiali da parte delle autorità ecclesiastiche.
Un silenzio che, per molti cittadini, contribuisce ad alimentare ulteriormente il senso di distanza e sfiducia.

