Un incendio che distrusse oltre quattro ettari di terreni agricoli durante uno spettacolo pirotecnico organizzato in occasione dei festeggiamenti religiosi si è concluso con una condanna in primo grado. Il Tribunale di Vallo della Lucania ha inflitto due anni di reclusione, con pena sospesa, al pirotecnico incaricato dell’accensione dei fuochi d’artificio come riportato dal quotidiano Il Mattino.
L’episodio si verificò in località Pie d’Ulivo Nivera durante i festeggiamenti dedicati a San Rocco, momento centrale del calendario religioso locale. Mentre la processione attraversava le strade della frazione, prese il via lo spettacolo pirotecnico predisposto per accompagnare la ricorrenza.
Secondo quanto ricostruito durante il processo, proprio nel punto di innesco dei mortai si svilupparono le prime fiamme. Il fuoco si propagò rapidamente verso i terreni agricoli circostanti, caratterizzati dalla presenza di uliveti e coltivazioni tipiche dell’area. Nel giro di poco tempo il rogo interessò complessivamente circa 4,65 ettari di terreno.
L’intervento dei vigili del fuoco risultò determinante per evitare conseguenze ancora più gravi. Le squadre riuscirono a contenere e successivamente spegnere l’incendio, impedendo che le fiamme raggiungessero altre proprietà e zone agricole limitrofe.
Per la pubblica accusa l’origine dell’incendio è riconducibile alla condotta dell’addetto all’accensione dei fuochi d’artificio. Nella ricostruzione accusatoria, accolta dal tribunale, il pirotecnico avrebbe agito con negligenza, imperizia e imprudenza, non predisponendo adeguate misure preventive per scongiurare la propagazione delle fiamme nelle aree circostanti al punto di lancio. In particolare, secondo quanto contestato, non sarebbero state adottate precauzioni idonee a evitare che l’innesco dei mortai potesse provocare un incendio nelle zone agricole limitrofe.
Oltre alla pena detentiva, sospesa, il tribunale ha disposto la condanna al risarcimento dei danni nei confronti delle parti civili. L’entità del ristoro economico sarà stabilita in un separato giudizio civile. L’imputato dovrà inoltre sostenere il pagamento delle spese legali affrontate dalle parti civili, quantificate in 3.592 euro per ciascuno dei tre proprietari dei terreni danneggiati dal rogo.
Incendio dopo lo spettacolo pirotecnico: condannato l’addetto ai fuochi
La sentenza è stata pronunciata giovedì scorso dal giudice monocratico, la dottoressa Serrone, al termine del procedimento per incendio colposo relativo ai fatti avvenuti nel 2016 nella frazione Bosco del comune di San Giovanni a Piro, nel Cilento. Le motivazioni della decisione saranno depositate entro novanta giorni.L’episodio si verificò in località Pie d’Ulivo Nivera durante i festeggiamenti dedicati a San Rocco, momento centrale del calendario religioso locale. Mentre la processione attraversava le strade della frazione, prese il via lo spettacolo pirotecnico predisposto per accompagnare la ricorrenza.
Secondo quanto ricostruito durante il processo, proprio nel punto di innesco dei mortai si svilupparono le prime fiamme. Il fuoco si propagò rapidamente verso i terreni agricoli circostanti, caratterizzati dalla presenza di uliveti e coltivazioni tipiche dell’area. Nel giro di poco tempo il rogo interessò complessivamente circa 4,65 ettari di terreno.
L’intervento dei vigili del fuoco risultò determinante per evitare conseguenze ancora più gravi. Le squadre riuscirono a contenere e successivamente spegnere l’incendio, impedendo che le fiamme raggiungessero altre proprietà e zone agricole limitrofe.
Per la pubblica accusa l’origine dell’incendio è riconducibile alla condotta dell’addetto all’accensione dei fuochi d’artificio. Nella ricostruzione accusatoria, accolta dal tribunale, il pirotecnico avrebbe agito con negligenza, imperizia e imprudenza, non predisponendo adeguate misure preventive per scongiurare la propagazione delle fiamme nelle aree circostanti al punto di lancio. In particolare, secondo quanto contestato, non sarebbero state adottate precauzioni idonee a evitare che l’innesco dei mortai potesse provocare un incendio nelle zone agricole limitrofe.
Oltre alla pena detentiva, sospesa, il tribunale ha disposto la condanna al risarcimento dei danni nei confronti delle parti civili. L’entità del ristoro economico sarà stabilita in un separato giudizio civile. L’imputato dovrà inoltre sostenere il pagamento delle spese legali affrontate dalle parti civili, quantificate in 3.592 euro per ciascuno dei tre proprietari dei terreni danneggiati dal rogo.

