La stabilità della giunta comunale di Eboli vacilla sotto il peso di una durissima offensiva interna. Quattro schieramenti della coalizione di governo — Eboli 3.0, Eboli Domani, Uniti per il Territorio e il Gruppo Misto — hanno firmato una lettera aperta indirizzata al Sindaco per chiedere l'immediata rimozione dell'assessore all'Urbanistica, Salvatore Marisei. Un atto formale che sancisce una rottura profonda e, a detta dei firmatari, ormai impossibile da ricomporre.
Il punto di non ritorno è rappresentato dalla gestione dei fondi PRIUS e dalla riqualificazione dell'area ex Pezzullo. Mentre il Consiglio Comunale aveva indicato il recupero dello storico pastificio come la priorità assoluta dell'intervento, Marisei avrebbe promosso una strategia di frammentazione delle risorse sull'intera area urbana. Questa linea, definita "divisiva" e in aperto contrasto con le delibere dell'aula, è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, portando i quattro gruppi a parlare apertamente di mancanza di lealtà verso il mandato elettorale.
La missiva non lascia margini di trattativa: i consiglieri chiedono al Primo Cittadino di intervenire tempestivamente per estromettere Marisei dalla giunta. Tra le critiche figurano anche presunte opacità finanziarie riguardanti risorse citate dall'assessore ma mai dettagliate nei documenti di bilancio.
La palla passa ora nelle mani del Sindaco, chiamato a decidere se sacrificare uno dei suoi assessori più esposti o rischiare la paralisi amministrativa. La richiesta di defenestrazione politica apre di fatto la strada a un rimpasto di giunta, nel tentativo di ricompattare una maggioranza che oggi appare profondamente lacerata e in cerca di un nuovo equilibrio
Terremoto politico a Eboli: chiesta la revoca dell'assessore Marisei
Al centro della contestazione vi è il presunto isolamento politico di Marisei, accusato di aver gestito le sue deleghe in modo personalistico, ignorando il confronto con le forze di maggioranza. Il dossier presentato dai consiglieri boccia senza appello l'operato sul Piano Urbanistico Comunale (PUC), descritto come un processo privo di partecipazione e frenato da una visione non condivisa. Oltre all'urbanistica, all'assessore viene contestata un'indebita "invasione di campo" in settori non di sua competenza, come la Cultura, e un rapporto conflittuale con la struttura tecnica e i dirigenti del Comune.Il punto di non ritorno è rappresentato dalla gestione dei fondi PRIUS e dalla riqualificazione dell'area ex Pezzullo. Mentre il Consiglio Comunale aveva indicato il recupero dello storico pastificio come la priorità assoluta dell'intervento, Marisei avrebbe promosso una strategia di frammentazione delle risorse sull'intera area urbana. Questa linea, definita "divisiva" e in aperto contrasto con le delibere dell'aula, è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, portando i quattro gruppi a parlare apertamente di mancanza di lealtà verso il mandato elettorale.
La missiva non lascia margini di trattativa: i consiglieri chiedono al Primo Cittadino di intervenire tempestivamente per estromettere Marisei dalla giunta. Tra le critiche figurano anche presunte opacità finanziarie riguardanti risorse citate dall'assessore ma mai dettagliate nei documenti di bilancio.
La palla passa ora nelle mani del Sindaco, chiamato a decidere se sacrificare uno dei suoi assessori più esposti o rischiare la paralisi amministrativa. La richiesta di defenestrazione politica apre di fatto la strada a un rimpasto di giunta, nel tentativo di ricompattare una maggioranza che oggi appare profondamente lacerata e in cerca di un nuovo equilibrio

