Incredibile corto circuito burocratico alle porte di Salerno, dove la cura del territorio si trasforma in un caso giudiziario. Fabio Armano, avvocato e noto paladino dell'ambiente, è finito nel mirino dell'amministrazione comunale di Eboli proprio per il suo attivismo.
Il legale, che da tempo dedica tempo e risorse personali alla bonifica volontaria di Foce Sele, si è visto recapitare un atto ufficiale che gli intima di interrompere immediatamente ogni operazione di rimozione rifiuti. La diffida non si ferma alle parole: l'ente ha dato mandato alla Polizia Municipale di sorvegliare l'area per impedire fisicamente ad Armano di proseguire con le sue giornate di pulizia, trattandolo di fatto come un operatore non autorizzato.
L'accusa di Borrelli è diretta e tagliente: la burocrazia verrebbe utilizzata come un'arma per oscurare le inefficienze istituzionali e "tappare la bocca" a chi documenta il degrado. Per il deputato, fermare un cittadino che pulisce a proprie spese un'area devastata dalle bombe ecologiche non è solo un controsenso normativo, ma un segnale allarmante che scoraggia la partecipazione dei cittadini alla tutela del bene pubblico, dando quasi l'impressione che il decoro urbano, se ottenuto tramite il volontariato, sia un fastidio da eliminare anziché una risorsa da valorizzare.
Il legale, che da tempo dedica tempo e risorse personali alla bonifica volontaria di Foce Sele, si è visto recapitare un atto ufficiale che gli intima di interrompere immediatamente ogni operazione di rimozione rifiuti. La diffida non si ferma alle parole: l'ente ha dato mandato alla Polizia Municipale di sorvegliare l'area per impedire fisicamente ad Armano di proseguire con le sue giornate di pulizia, trattandolo di fatto come un operatore non autorizzato.
Eboli, diffidato l'avvocato che pulisce foce Sele
La vicenda ha scatenato un'ondata di sdegno, portando il caso fino ai banchi del Parlamento. Francesco Emilio Borrelli, deputato di Alleanza Verdi-Sinistra, è sceso in campo con una condanna senza appello verso la strategia del Comune. Secondo il parlamentare, che ha spesso affiancato l'avvocato nei sopralluoghi tra discariche abusive e sversamenti illeciti, ci troviamo di fronte a un pericoloso ribaltamento della realtà: mentre gli ecocriminali continuano a deturpare il fiume nell'impunità, la macchina amministrativa sceglie di usare il pugno di ferro contro chi manifesta un senso civico fuori dal comune.L'accusa di Borrelli è diretta e tagliente: la burocrazia verrebbe utilizzata come un'arma per oscurare le inefficienze istituzionali e "tappare la bocca" a chi documenta il degrado. Per il deputato, fermare un cittadino che pulisce a proprie spese un'area devastata dalle bombe ecologiche non è solo un controsenso normativo, ma un segnale allarmante che scoraggia la partecipazione dei cittadini alla tutela del bene pubblico, dando quasi l'impressione che il decoro urbano, se ottenuto tramite il volontariato, sia un fastidio da eliminare anziché una risorsa da valorizzare.

