Nessuna discesa in campo e, soprattutto, nessun endorsement nascosto. L'Arcivescovo di Salerno-Campagna-Acerno, Monsignor Andrea Bellandi, interviene con una smentita categorica per spegnere il polverone mediatico sollevato dalla sua ultima circolare ai parroci. La lettera dell'8 aprile, che vieta l'uso di saloni e oratori per qualsiasi evento legato alla campagna elettorale, è stata oggetto di letture che il presule non ha esitato a definire "fantasiose e stucchevoli", rispedendo al mittente ogni tentativo di arruolare la Diocesi in questo o quello schieramento politico.
Monsignor Bellandi ha invitato i fedeli e l'opinione pubblica a una lettura di buonsenso del documento, sottolineando come il testo non contenga alcun messaggio politico, ma solo una regola di gestione degli spazi comuni. Blindando gli oratori fino alle elezioni, l'Arcidiocesi intende garantire che la Chiesa rimanga un luogo di accoglienza universale, estraneo alle logiche della competizione per il governo dei territori, e invita a non dare credito a notizie distorte che vorrebbero trasformare un atto di correttezza istituzionale in una presa di posizione partitica.
Elezioni, Bellandi: "Basta fantasie, la Chiesa resta neutrale"
Il provvedimento, che riguarda i centri chiamati al voto il 24 e 25 maggio — tra cui Salerno, Campagna, Laviano e Valva — nasce da una precisa volontà di trasparenza. L'obiettivo dichiarato è quello di blindare la sacralità e la neutralità degli spazi ecclesiali, evitando che la concessione di un'aula possa essere strumentalizzata o letta come un appoggio indiretto a candidati e liste. Una scelta di "prudenza pastorale" che punta a separare nettamente l'altare dai palchi elettorali, preservando la comunità religiosa da possibili fraintendimenti.Monsignor Bellandi ha invitato i fedeli e l'opinione pubblica a una lettura di buonsenso del documento, sottolineando come il testo non contenga alcun messaggio politico, ma solo una regola di gestione degli spazi comuni. Blindando gli oratori fino alle elezioni, l'Arcidiocesi intende garantire che la Chiesa rimanga un luogo di accoglienza universale, estraneo alle logiche della competizione per il governo dei territori, e invita a non dare credito a notizie distorte che vorrebbero trasformare un atto di correttezza istituzionale in una presa di posizione partitica.

