Tanta amarezza nella comunità di Bellizzi dopo l’episodio che ha coinvolto la sede della Andos Onlus, situata in via Settembrini. Nella notte tra lunedì 17 e martedì 18 novembre ignoti si sono introdotti all’interno dei locali dell’associazione, puntando direttamente alle cassette delle offerte destinate ai progetti di assistenza e sostegno per i cittadini più fragili.
Il gesto, avvenuto in un luogo dedicato al volontariato e ai servizi sociali, ha destato sgomento tra i responsabili e le volontarie che ogni giorno operano a favore della comunità.
Tentato furto nella sede Andos di Bellizzi
Secondo quanto ricostruito,
gli autori del tentato furto si sarebbero introdotti con facilità nei locali, approfittando del fatto che la porta non fosse chiusa a chiave. Una circostanza che – spiegano dall’associazione – deriva dalla natura stessa della sede, che non è un’attività commerciale, non gestisce denaro e non dispone di una cassa. Gli spazi vengono utilizzati esclusivamente per appuntamenti, consulenze e attività di supporto, motivo per cui non era stato ritenuto necessario adottare particolari sistemi di sicurezza.
Una volta all’interno
, i malviventi avrebbero rovistato tra armadi e cassetti senza mostrare interesse per oggetti elettronici presenti nella struttura, come televisore e telefono utilizzato per le prenotazioni. Il loro obiettivo, riferiscono i volontari, erano le due scatole contenenti le offerte dei cittadini, fondi utilizzati per migliorare i servizi erogati e sostenere le iniziative in favore delle persone assistite. Al momento dell’accaduto, le cassette risultavano già vuote, circostanza che ha evitato ulteriori perdite economiche ma non ha attenuato il senso di frustrazione provato dall’associazione.
La scoperta è avvenuta nella mattinata successiva,
quando i volontari, entrando nei locali, hanno trovato chiari segni di effrazione e disordine. È stato quindi richiesto l’intervento dei carabinieri della stazione di Bellizzi, che hanno avviato le indagini per identificare i responsabili. Gli inquirenti stanno acquisendo elementi utili alla ricostruzione dei movimenti nella zona, verificando eventuali testimonianze e la presenza di sistemi di videosorveglianza nelle aree circostanti.
L’episodio ha colpito una realtà impegnata da anni nel sostegno alle donne e nella promozione di attività sociali. I responsabili della Onlus hanno espresso
rammarico per il gesto, definendolo un attacco al lavoro quotidiano delle volontarie e allo spirito di solidarietà che anima l’associazione. La comunità locale, informata dell’accaduto, ha manifestato vicinanza e sostegno al gruppo di volontari, ribadendo l’importanza dell’impegno svolto dalla Andos sul territorio.