Una scoperta di grande valore storico restituisce a Salerno una parte importante del suo passato romano. Nei livelli sotterranei della Chiesa di San Benedetto sono stati identificati i resti dell’antico teatro romano, una struttura cercata a lungo dagli studiosi e rimasta per generazioni avvolta nel mistero.
Il ritrovamento è frutto del lavoro di un gruppo di ricerca dell’Università degli Studi di Salerno, che ha permesso di rileggere correttamente alcune strutture ipogee finora interpretate in modo diverso.
La scoperta sotto San Benedetto
I resti dell’antico edificio teatrale sono stati individuati nei livelli ipogei della storica Chiesa di San Benedetto, nel cuore di Salerno.
La scoperta rappresenta un passaggio rilevante per la conoscenza della città antica, perché consente di aggiungere un nuovo tassello alla ricostruzione dell’impianto urbanistico di epoca romana.
Per molto tempo, infatti, la presenza del teatro romano era stata ipotizzata, ma mai localizzata con certezza.
Il ruolo dell’Università di Salerno
A condurre le ricerche è stato un team dell’Università degli Studi di Salerno, coordinato dall’archeologa Rosa Fiorillo.
Al lavoro hanno contribuito anche le architette Simona Talenti e Sara Antinozzi, impegnate nell’analisi e nell’interpretazione delle strutture murarie rinvenute nei sotterranei.
Il gruppo di studio è riuscito a riconoscere elementi compatibili con la cavea, cioè la parte destinata agli spettatori nell’antico teatro.
Le strutture scambiate per un battistero
Uno degli aspetti più interessanti della scoperta riguarda la nuova interpretazione delle architetture già note nei sotterranei della chiesa.
Le strutture semicircolari presenti nell’area ipogea erano state in passato considerate resti di un battistero. Le nuove indagini, invece, hanno permesso di collegarle alla cavea del teatro romano.
Questa rilettura modifica in modo significativo la comprensione del sito e apre nuove prospettive sul ruolo dell’area di San Benedetto nella Salerno antica.
Decisivi i rilievi 3D
Fondamentale per l’identificazione dei resti è stato l’impiego di tecnologie avanzate di rilievo 3D.
Gli strumenti digitali, uniti a un’attenta analisi stratigrafica, hanno consentito agli studiosi di leggere con maggiore precisione le strutture sotterranee e di ricostruirne la funzione originaria.
Il risultato è una scoperta che valorizza non solo il patrimonio archeologico cittadino, ma anche l’importanza delle nuove tecnologie applicate alla ricerca storica.
Una testimonianza della Salerno romana
Il ritrovamento dell’antico teatro romano sotto la Chiesa di San Benedetto rappresenta una testimonianza fondamentale della Salerno di epoca romana.
La scoperta permette di guardare con occhi nuovi alla storia urbana della città e conferma la ricchezza archeologica ancora custodita nel sottosuolo salernitano.
Per Salerno si tratta di un risultato importante, capace di rafforzare il legame tra ricerca scientifica, tutela del patrimonio e valorizzazione culturale.

