Gli studenti sospesi non resteranno più a casa ma saranno impiegati in percorsi di volontariato: un modo, questo, per educare i giovani. L'iniziativa è già realtà in Campania grazie ad accordi tra le scuole e gli enti del Terzo Settore.
In Irpinia il progetto ha preso il via con la Pro Loco Alta Irpinia a Sant’Angelo dei Lombardi, punto di riferimento culturale e sociale dell’area; nel Beneventano sono attive realtà come il Consorzio Sale della Terra e Futuridea; nel Casertano operano cooperative tra cui Koinè e la Fondazione Don Calabria. Nel Napoletano, la rete è ancora più capillare, comprendendo organizzazioni come Maestri di Strada, l'Associazione Quartieri Spagnoli, A Voce d’ ’e Creature e altre realtà radicate nei territori di Acerra, Torre Annunziata, San Giorgio a Cremano e Quarto. Anche nel Salernitano sono coinvolte strutture ben consolidate come Bimed e Onmic.
Il ruolo centrale nel successo del progetto spetta alle scuole. Ogni istituto, rispettando la propria autonomia, deve stipulare accordi con gli enti individuati e strutturare percorsi formativi personalizzati. Il Consiglio di classe calibra gli interventi considerando sia la gravità del comportamento contestato sia le caratteristiche dello studente. Fondamentale è la collaborazione tra tutor scolastici e quelli dell’ente ospitante, per garantire che il percorso mantenga valori educativi coerenti e incisivi.
Secondo Michele Zarrillo, consigliere giuridico del ministro Valditara, questa direzione rappresenta un cambio significativo: da una sanzione passiva si passa a un’esperienza attiva che punta alla comprensione degli errori attraverso azioni concrete. Questo approccio rafforza l’autorevolezza della scuola e ne valorizza il ruolo educativo, fornendo una risposta moderna ed equilibrata a problemi attuali.
Gli studenti sospesi non resteranno più a casa: avviati percorsi di volontariato
Un filo conduttore collega i recenti episodi di violenza avvenuti nelle scuole italiane, come l'accoltellamento di una docente nel Bergamasco e i casi di aggressione verificatisi a La Spezia nei mesi scorsi, alla nuova direzione intrapresa in Campania. Si tratta di un cambio di paradigma che mira a restituire centralità al rispetto per la scuola e per le norme educative, senza tralasciare l'importante funzione formativa che una sanzione può offrire. L'obiettivo è superare la logica delle sospensioni "vuote" e trasformarle in percorsi di responsabilità.Un approccio educativo rinnovato
Nel contesto attuale, segnato da un'emergenza educativa che mette in evidenza fragilità relazionali e una crescente conflittualità, le scuole italiane iniziano a sperimentare nuovi metodi. La sospensione dalle lezioni, spesso percepita come una mera interruzione sterile, viene ora reinterpretata come un’occasione concreta per favorire la cittadinanza attiva. Gli studenti che infrangono le regole si trovano quindi a partecipare ad attività socialmente utili, in stretto contatto con le realtà del proprio territorio.Il fondamento normativo e l’avvio in Campania
Questa svolta prende impulso dal Dpr 134, un aggiornamento dello Statuto delle studentesse e degli studenti che reinterpreta l’allontanamento dalla scuola come un’opportunità per il recupero educativo. È una linea d’azione fortemente promossa dal ministro Giuseppe Valditara, il quale ha ribadito la necessità di reintrodurre il "buonsenso" nelle scuole, riaffermando il rispetto verso i docenti e verso l’istituzione scolastica. In Campania, questa filosofia si è tradotta in operatività concreta: sotto la guida dell’Ufficio scolastico regionale diretto da Monica Matano, è stato pubblicato un elenco di enti del Terzo settore pronti ad accogliere gli studenti sospesi. Grazie a una rete che copre tutte le province, diventa possibile attivare percorsi educativi su misura in tempi rapidi.In Irpinia il progetto ha preso il via con la Pro Loco Alta Irpinia a Sant’Angelo dei Lombardi, punto di riferimento culturale e sociale dell’area; nel Beneventano sono attive realtà come il Consorzio Sale della Terra e Futuridea; nel Casertano operano cooperative tra cui Koinè e la Fondazione Don Calabria. Nel Napoletano, la rete è ancora più capillare, comprendendo organizzazioni come Maestri di Strada, l'Associazione Quartieri Spagnoli, A Voce d’ ’e Creature e altre realtà radicate nei territori di Acerra, Torre Annunziata, San Giorgio a Cremano e Quarto. Anche nel Salernitano sono coinvolte strutture ben consolidate come Bimed e Onmic.
Un nuovo significato per la sanzione
Gli studenti sospesi vengono inseriti in contesti operativi veri e propri, dove, guidati da tutor dedicati, partecipano ad attività di volontariato e cittadinanza attiva. In questo modo la sanzione si trasforma: non più un semplice atto punitivo che isola lo studente ma un’occasione di responsabilizzazione attraverso l’azione.Il ruolo centrale nel successo del progetto spetta alle scuole. Ogni istituto, rispettando la propria autonomia, deve stipulare accordi con gli enti individuati e strutturare percorsi formativi personalizzati. Il Consiglio di classe calibra gli interventi considerando sia la gravità del comportamento contestato sia le caratteristiche dello studente. Fondamentale è la collaborazione tra tutor scolastici e quelli dell’ente ospitante, per garantire che il percorso mantenga valori educativi coerenti e incisivi.
Secondo Michele Zarrillo, consigliere giuridico del ministro Valditara, questa direzione rappresenta un cambio significativo: da una sanzione passiva si passa a un’esperienza attiva che punta alla comprensione degli errori attraverso azioni concrete. Questo approccio rafforza l’autorevolezza della scuola e ne valorizza il ruolo educativo, fornendo una risposta moderna ed equilibrata a problemi attuali.

