L’associazione Abaco denuncia le gravi difficoltà nel sistema sanitario della Campania con liste d'attesa interminabili per ottenere una colonscopia e altri esami diagnostici: le tempistiche si aggirano tra i sei mesi e un anno. Davanti a simili ritardi, Abaco ha deciso di agire formalmente presentando delle diffide.
Il rappresentante di Abaco ha ricordato che i tempi massimi per una visita o esame medico sono ben definiti nella ricetta, attraverso specifiche indicazioni: “U” (entro 72 ore), “B” (10 giorni), “D” (30 giorni per visite e 60 per esami), e “P” (120 giorni). Qualora il Centro Unico Prenotazioni (Cup) fissasse un appuntamento oltre tali limiti, è possibile richiedere il rispetto dei termini indicati dal medico. “Conoscere i propri diritti è fondamentale per ottenere cure nei tempi adeguati.”
Liste d’attesa interminabili in Campania: “233 giorni per una colonscopia, presentata una diffida”
Un caso emerso recentemente riguarda un cittadino della provincia di Napoli, che si è visto fissare il suo appuntamento per una colonscopia a gennaio 2027, ben 233 giorni di attesa. Tuttavia, l’esame è fondamentale per diagnosticare precocemente patologie legate al colon, come il tumore. Giuseppe Ferruzzi, rappresentante di Abaco, ha riportato la vicenda sottolineando che il paziente necessitava dell’esame come controllo per un polipo rimosso quattro anni prima. “Dieci mesi di attesa per un controllo sanitario sono inaccettabili – spiega Ferruzzi – soprattutto per chi vive situazioni che necessitano di tempestività. È una condizione indegna per un paese civile e purtroppo non si tratta di un caso isolato: sappiamo di altri pazienti cui è stata fissata la colonscopia dopo ben nove mesi.”Proteste davanti al Distretto ASL di Torre del Greco
Per dare voce alle numerose segnalazioni e denunciare il disagio legato alle lunghe liste d’attesa, l’associazione Abaco ha organizzato una manifestazione davanti al Distretto ASL Napoli Sud di Torre del Greco. Durante il presidio, diversi cittadini hanno raccontato le loro storie, accomunate da appuntamenti lontanissimi nel tempo per accertamenti fondamentali. “Abbiamo ascoltato tantissime persone – racconta Ferruzzi – e purtroppo le loro esperienze confermano quanto sappiamo da tempo: l’attesa media va dai 6 mesi a oltre un anno, compromettendo spesso la possibilità di intervenire in tempo in situazioni di emergenza sanitaria. Inoltre, abbiamo riscontrato che molti cittadini non conoscono i propri diritti sanitari.”Il rappresentante di Abaco ha ricordato che i tempi massimi per una visita o esame medico sono ben definiti nella ricetta, attraverso specifiche indicazioni: “U” (entro 72 ore), “B” (10 giorni), “D” (30 giorni per visite e 60 per esami), e “P” (120 giorni). Qualora il Centro Unico Prenotazioni (Cup) fissasse un appuntamento oltre tali limiti, è possibile richiedere il rispetto dei termini indicati dal medico. “Conoscere i propri diritti è fondamentale per ottenere cure nei tempi adeguati.”

