Dopo la decisione da parte della Regione Campania di non rinnovare l'Autorizzazione Integrata Ambientale alle Fonderie Pisano, il Comitato Salute e Vita ha indetto una conferenza stampa. A commentare la vicenda anche Antonio Sada, presidente di Confindustria Salerno.
Ad intervenire Anna Todisco, che ha parlato del dolore di una madre e moglie che ha perso la sua famiglia per un cancro. Lei è stata una delle promotrici del ricorso alla Corte Europea dei Diritto dell'Uomo firmato da 153 cittadini: "Oggi è un bel buongiorno per noi: giustizia è stata fatta. Una giustizia e una verità che abbiamo cercato per anni. Ho lottato dal 2013, da quando mi sono resa conto che la mia principessa e mio marito erano morti a causa dell'inquinamento".
Un pensiero è stato rivolto alle nuove generazioni: "Ho lottato perché non potevo fare altro per i miei cari. Ma ho lottato soprattutto per i giovani: devono avere un futuro sicuro, non devono trascorrere il loro futuro in Paradino, come successo a mia figlia e mio marito. Mi auguro che i cittadini della Valle dell'Irno d'ora in poi respirino aria pulita". A commentare anche il presidente del Comitato Salute e Vita Lorenzo Forte che per decenni ha guidato le proteste: "Questa vittoria la dedico ai tanti uomini, donne e bambini che si sono ammalati e che sono morti a causa dell'inquinamento. Tanti nomi, persone e storie che hanno lottato con noi e che non hanno potuto vedere la fine di questa storia perché sono state avvelenate". Arrivano però anche le accuse: "La politica che 20 anni fa doveva chiudere tutto è la prima responsabile insieme all'imprenditore Pisano di questo disastro ambientale. Oggi siamo felici, commossi perchè finalmente si mette la parola fine a quello che abbiamo vissuto ma vogliamo che emergano tutte le responsabilità. Chiediamo la bonifica immediata e la presa in carico dei lavoratori. Non siano i lavoratori a pagare".
A tracciare il quadro giuridico e istituzionale è intervenuto l'avvocato del Comitato Franco Massimo Lanocita che ha sottolineato l'importanza cruciale del pronunciamento europeo: "Oggi siamo felici perché sono state messe nero su bianco le nostre preoccupazioni sulle conseguenze e sulla chiusura dell'attività. Non dimentichiamo che se siamo qui è anche grazie alla sentenza della Corte Europea che ha dichiarato l'impossibilità di mantenere in piedi quell'opificio in un'area diventata residenziale e commerciale con effetti inquinanti in una vasta area che comprende anche Pellezzano, Baronissi e la città di Salerno".
Fonderie Pisano, la conferenza stampa di Comitato Salute e Vita
Dopo che la Regione Campania ha ufficialmente rigettato la richiesta di rinnovo dell'Autorizzazione Integrata Ambientale alle Fonderie Pisano, si è dato il via al percorso di chiusura dell'opificio di Fratte. Per commentare questa svolta, il Comitato Salute e Vita ha convocato per questa mattina giovedì 26 marzo una conferenza stampa.Ad intervenire Anna Todisco, che ha parlato del dolore di una madre e moglie che ha perso la sua famiglia per un cancro. Lei è stata una delle promotrici del ricorso alla Corte Europea dei Diritto dell'Uomo firmato da 153 cittadini: "Oggi è un bel buongiorno per noi: giustizia è stata fatta. Una giustizia e una verità che abbiamo cercato per anni. Ho lottato dal 2013, da quando mi sono resa conto che la mia principessa e mio marito erano morti a causa dell'inquinamento".
Un pensiero è stato rivolto alle nuove generazioni: "Ho lottato perché non potevo fare altro per i miei cari. Ma ho lottato soprattutto per i giovani: devono avere un futuro sicuro, non devono trascorrere il loro futuro in Paradino, come successo a mia figlia e mio marito. Mi auguro che i cittadini della Valle dell'Irno d'ora in poi respirino aria pulita". A commentare anche il presidente del Comitato Salute e Vita Lorenzo Forte che per decenni ha guidato le proteste: "Questa vittoria la dedico ai tanti uomini, donne e bambini che si sono ammalati e che sono morti a causa dell'inquinamento. Tanti nomi, persone e storie che hanno lottato con noi e che non hanno potuto vedere la fine di questa storia perché sono state avvelenate". Arrivano però anche le accuse: "La politica che 20 anni fa doveva chiudere tutto è la prima responsabile insieme all'imprenditore Pisano di questo disastro ambientale. Oggi siamo felici, commossi perchè finalmente si mette la parola fine a quello che abbiamo vissuto ma vogliamo che emergano tutte le responsabilità. Chiediamo la bonifica immediata e la presa in carico dei lavoratori. Non siano i lavoratori a pagare".
A tracciare il quadro giuridico e istituzionale è intervenuto l'avvocato del Comitato Franco Massimo Lanocita che ha sottolineato l'importanza cruciale del pronunciamento europeo: "Oggi siamo felici perché sono state messe nero su bianco le nostre preoccupazioni sulle conseguenze e sulla chiusura dell'attività. Non dimentichiamo che se siamo qui è anche grazie alla sentenza della Corte Europea che ha dichiarato l'impossibilità di mantenere in piedi quell'opificio in un'area diventata residenziale e commerciale con effetti inquinanti in una vasta area che comprende anche Pellezzano, Baronissi e la città di Salerno".

