L'Asi di Salerno non dispone di terreni idonei per la delocalizzazione delle Fonderie Pisano: è questa la conclusione emersa dall'incontro di ieri, martedì 24 marzo. Lo riporta l'odierna edizione del Mattino.
Resta però cruciale individuare un terreno adeguato per costruire il nuovo stabilimento. Proprio per questo, i Consorzi Asi di Salerno e Avellino hanno partecipato all’incontro a Roma. In provincia di Avellino, nel comune di Luogosano, Pisano ha già mostrato interesse per lo stabilimento dismesso ex Arcelor Mittal, che intende acquisire tramite un’altra azienda, la Pi.Co., per dar vita a un progetto innovativo e più sostenibile. Tuttavia, questa iniziativa non rappresenta un vero e proprio piano di delocalizzazione delle Fonderie Pisano, ma piuttosto una nuova attività industriale capace di assorbire parte della forza lavoro di Salerno e i dipendenti dello stabilimento dismesso.
Sul fronte salernitano, la situazione è diversa. Gli imprenditori di Fratte cercano da oltre un decennio un terreno adatto al trasferimento delle fonderie nella provincia. Tuttavia, pare che non ci siano lotti che soddisfino i criteri dimensionali e strutturali necessari. Nessuna dichiarazione ufficiale è stata rilasciata dal presidente dell’Asi Salerno, Antonio Visconti, che non ha risposto ai contatti. Tuttavia, ha più volte ribadito in passato l’assenza di lotti disponibili per le esigenze dell’azienda. Nemmeno le recenti rassicurazioni rivolte agli operai durante un incontro organizzato presso la sede Asi circa un mese fa sembrano aver portato risultati tangibili. Si rimane dunque in attesa della decisione conclusiva della Regione Campania sul rinnovo dell’AIA. La conferenza dei servizi convocata tra gennaio e febbraio aveva già espresso un parere negativo preliminare basato sul mancato adeguamento dell’azienda alle BAT (Best Available Techniques), i cui criteri sono stati aggiornati nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea a novembre 2024. Sono oltre dieci le BAT non rispettate dalle Fonderie Pisano, impossibili da implementare nel vecchio stabilimento di Fratte a causa delle sue caratteristiche tecniche e strutturali.
Le criticità principali riscontrate nel progetto presentato dall'azienda spaziano dall'insufficiente conformità agli standard minimi delle BAT sulle emissioni in atmosfera alla mancanza di sistemi adeguati per il pretrattamento dei rifiuti industriali come scorie, residui metallici e polveri. Inoltre, sono state segnalate carenze nei controlli delle emissioni di sostanze altamente inquinanti come le diossine e i furani. Secondo la Regione Campania, le mancanze non possono trovare giustificazione dal punto di vista tecnico, sottolineando che gli interventi proposti dall'azienda appaiono semplici misure programmatiche prive di garanzie immediate di attuazione e senza strumenti di monitoraggio idonei a verificare il rispetto dei livelli previsti dalle BAT. Resta ora da vedere quali sviluppi avrà la vicenda nei prossimi giorni e se sarà possibile delineare un futuro per le Fonderie Pisano al di fuori dell’area urbana di Fratte.
Nessuna delocalizzazione delle Fonderie Pisano: l'Asi di Salerno non ha terreni disponibili
Nessun terreno disponibile per la delocalizzazione delle Fonderie Pisano nell'area dell'Asi di Salerno. È questa la principale conclusione emersa dall'incontro svoltosi ieri mattina presso la sede del Ministero delle Imprese e del Made in Italy a Roma. Una riunione convocata su richiesta dell'amministratore delegato dello stabilimento salernitano, Ciro Pisano, con l'obiettivo di individuare una soluzione per il trasferimento dell'azienda in una nuova sede, lontana da Fratte, zona che si è ormai trasformata in un'area residenziale da circa vent'anni. Nel frattempo, si attende il pronunciamento definitivo della Regione Campania sulla proroga dell'autorizzazione integrata ambientale (AIA) per lo stabilimento di via dei Greci, dopo un recente avviso negativo preliminare. Un esito sfavorevole potrebbe segnare l’eventuale chiusura delle Fonderie Pisano. Tuttavia, l'appuntamento di ieri potrebbe rappresentare solo il primo di una serie di incontri. Ciro Pisano ha infatti richiesto l’attivazione di un tavolo ministeriale per affrontare il tema della delocalizzazione su scala sovraregionale, con l’obiettivo di garantire la sopravvivenza della storica azienda.Resta però cruciale individuare un terreno adeguato per costruire il nuovo stabilimento. Proprio per questo, i Consorzi Asi di Salerno e Avellino hanno partecipato all’incontro a Roma. In provincia di Avellino, nel comune di Luogosano, Pisano ha già mostrato interesse per lo stabilimento dismesso ex Arcelor Mittal, che intende acquisire tramite un’altra azienda, la Pi.Co., per dar vita a un progetto innovativo e più sostenibile. Tuttavia, questa iniziativa non rappresenta un vero e proprio piano di delocalizzazione delle Fonderie Pisano, ma piuttosto una nuova attività industriale capace di assorbire parte della forza lavoro di Salerno e i dipendenti dello stabilimento dismesso.
Sul fronte salernitano, la situazione è diversa. Gli imprenditori di Fratte cercano da oltre un decennio un terreno adatto al trasferimento delle fonderie nella provincia. Tuttavia, pare che non ci siano lotti che soddisfino i criteri dimensionali e strutturali necessari. Nessuna dichiarazione ufficiale è stata rilasciata dal presidente dell’Asi Salerno, Antonio Visconti, che non ha risposto ai contatti. Tuttavia, ha più volte ribadito in passato l’assenza di lotti disponibili per le esigenze dell’azienda. Nemmeno le recenti rassicurazioni rivolte agli operai durante un incontro organizzato presso la sede Asi circa un mese fa sembrano aver portato risultati tangibili. Si rimane dunque in attesa della decisione conclusiva della Regione Campania sul rinnovo dell’AIA. La conferenza dei servizi convocata tra gennaio e febbraio aveva già espresso un parere negativo preliminare basato sul mancato adeguamento dell’azienda alle BAT (Best Available Techniques), i cui criteri sono stati aggiornati nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea a novembre 2024. Sono oltre dieci le BAT non rispettate dalle Fonderie Pisano, impossibili da implementare nel vecchio stabilimento di Fratte a causa delle sue caratteristiche tecniche e strutturali.
Le criticità principali riscontrate nel progetto presentato dall'azienda spaziano dall'insufficiente conformità agli standard minimi delle BAT sulle emissioni in atmosfera alla mancanza di sistemi adeguati per il pretrattamento dei rifiuti industriali come scorie, residui metallici e polveri. Inoltre, sono state segnalate carenze nei controlli delle emissioni di sostanze altamente inquinanti come le diossine e i furani. Secondo la Regione Campania, le mancanze non possono trovare giustificazione dal punto di vista tecnico, sottolineando che gli interventi proposti dall'azienda appaiono semplici misure programmatiche prive di garanzie immediate di attuazione e senza strumenti di monitoraggio idonei a verificare il rispetto dei livelli previsti dalle BAT. Resta ora da vedere quali sviluppi avrà la vicenda nei prossimi giorni e se sarà possibile delineare un futuro per le Fonderie Pisano al di fuori dell’area urbana di Fratte.

