Le trattative per il futuro delle Fonderie Pisano si spostano dalla Regione Campania al Ministero delle Imprese e del Made in Italy. I Pisano chiedono più tempo per adattare l'impianto e ai Consorzi Asi di trovare un luogo in cui trasferire. Lo riporta l'odierna edizione del Mattino.
La vicenda delle Fonderie travalica ormai i confini regionali e coinvolge direttamente i Consorzi Asi di Salerno e Avellino, convocati per partecipare al tavolo ministeriale. Per l’azienda Pisano, sarà presente un tecnico di fiducia. Ciò che emerge con chiarezza è che la delocalizzazione dello stabilimento è diventata una questione cruciale. Da tempo gli imprenditori chiedono alle autorità un supporto concreto per individuare una nuova area industriale e facilitare il trasferimento delle attività, evitando gli ostacoli che avevano bloccato il progetto di costruzione nella zona Asi di Buccino. Qui, infatti, nonostante l’acquisto dei terreni da parte dei Pisano, il ricorso del Comune prima al Tar e poi al Consiglio di Stato aveva fermato ogni iniziativa.
La situazione si presenta ora simile a quella vissuta circa dieci anni fa, quando in seguito alla crisi provocata dal sequestro preventivo dello stabilimento di via dei Greci, un tavolo ministeriale fu istituito presso l'allora ministero dello Sviluppo Economico. Tuttavia, quell’iniziativa non portò alcun risultato concreto. Oggi, la famiglia Pisano ci riprova con maggior determinazione, ottenendo già la convocazione da parte del ministero guidato da Adolfo Urso, un primo passo oltre i confini della Regione Campania.
All'origine di questo nuovo tentativo c’è il preavviso di diniego dell'AIA da parte degli uffici regionali, che ha suscitato dure critiche da parte dell’amministratore delegato Ciro Pisano. Egli ha sottolineato la necessità di un percorso condiviso e rispettoso delle normative per aggiornare gli impianti alle nuove leggi senza compromettere l’attività dell’azienda. Qualora la Regione non accettasse le controdeduzioni fornite dai Pisano e confermasse il diniego all’AIA, gli imprenditori sono pronti a portare la questione davanti ai giudici amministrativi, prefigurando una battaglia legale.
Gli obiettivi principali restano due: ottenere più tempo – fino a novembre 2028 – per adeguarsi ai limiti delle emissioni definiti dalle conclusioni sulle Best Available Techniques (BAT); e individuare un nuovo luogo idoneo per la delocalizzazione, compito per cui entrano in gioco i Consorzi Asi. In parallelo, si mira anche a portare avanti il progetto di Luogosano, che potrebbe dare nuova occupazione a parte degli attuali 100 lavoratori impiegati presso lo stabilimento salernitano. Questi sviluppi saranno decisivi per disegnare il futuro non solo delle Fonderie Pisano ma anche dell’intero comparto siderurgico locale.
Fonderie Pisano, le trattative per il futuro si spostano al Ministero delle Imprese e del Made in Italia
Le trattative per il futuro delle Fonderie Pisano si spostano al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, segnando un passo decisivo nella crisi che coinvolge lo storico stabilimento salernitano. Mentre si attende la decisione finale della Regione Campania sul rinnovo dell'Autorizzazione Integrata Ambientale per il sito di Fratte, gli imprenditori della famiglia Pisano alzano il livello del confronto e puntano a una discussione più ampia, chiamando in causa le istituzioni centrali. Un primo incontro si terrà questa mattina alle 10 presso il ministero in via Veneto, durante il quale verranno affrontate due questioni principali: la sopravvivenza delle Fonderie Pisano e l’eventuale acquisizione del sito dismesso dell'ex Arcelor Mittal a Luogosano, Avellino, da parte della società Pi.Co.La vicenda delle Fonderie travalica ormai i confini regionali e coinvolge direttamente i Consorzi Asi di Salerno e Avellino, convocati per partecipare al tavolo ministeriale. Per l’azienda Pisano, sarà presente un tecnico di fiducia. Ciò che emerge con chiarezza è che la delocalizzazione dello stabilimento è diventata una questione cruciale. Da tempo gli imprenditori chiedono alle autorità un supporto concreto per individuare una nuova area industriale e facilitare il trasferimento delle attività, evitando gli ostacoli che avevano bloccato il progetto di costruzione nella zona Asi di Buccino. Qui, infatti, nonostante l’acquisto dei terreni da parte dei Pisano, il ricorso del Comune prima al Tar e poi al Consiglio di Stato aveva fermato ogni iniziativa.
La situazione si presenta ora simile a quella vissuta circa dieci anni fa, quando in seguito alla crisi provocata dal sequestro preventivo dello stabilimento di via dei Greci, un tavolo ministeriale fu istituito presso l'allora ministero dello Sviluppo Economico. Tuttavia, quell’iniziativa non portò alcun risultato concreto. Oggi, la famiglia Pisano ci riprova con maggior determinazione, ottenendo già la convocazione da parte del ministero guidato da Adolfo Urso, un primo passo oltre i confini della Regione Campania.
All'origine di questo nuovo tentativo c’è il preavviso di diniego dell'AIA da parte degli uffici regionali, che ha suscitato dure critiche da parte dell’amministratore delegato Ciro Pisano. Egli ha sottolineato la necessità di un percorso condiviso e rispettoso delle normative per aggiornare gli impianti alle nuove leggi senza compromettere l’attività dell’azienda. Qualora la Regione non accettasse le controdeduzioni fornite dai Pisano e confermasse il diniego all’AIA, gli imprenditori sono pronti a portare la questione davanti ai giudici amministrativi, prefigurando una battaglia legale.
Gli obiettivi principali restano due: ottenere più tempo – fino a novembre 2028 – per adeguarsi ai limiti delle emissioni definiti dalle conclusioni sulle Best Available Techniques (BAT); e individuare un nuovo luogo idoneo per la delocalizzazione, compito per cui entrano in gioco i Consorzi Asi. In parallelo, si mira anche a portare avanti il progetto di Luogosano, che potrebbe dare nuova occupazione a parte degli attuali 100 lavoratori impiegati presso lo stabilimento salernitano. Questi sviluppi saranno decisivi per disegnare il futuro non solo delle Fonderie Pisano ma anche dell’intero comparto siderurgico locale.

