Nel cuore del Cilento, muoversi in treno continua a rappresentare un ostacolo concreto per molte persone. Al centro delle polemiche ci sono le stazioni ferroviarie di Pisciotta-Palinuro e Centola-Palinuro-Marina di Camerota, punti strategici lungo la linea Battipaglia–Reggio Calabria, che risultano ancora oggi prive delle infrastrutture necessarie a garantire l’accesso alle persone con disabilità, agli anziani e ai genitori con passeggini. Una situazione che, secondo cittadini e amministratori locali, configura una grave disparità di trattamento nell’accesso a un servizio pubblico essenziale.
Stazioni inaccessibili nel Cilento, cresce la protesta
La vicenda ha preso avvio dall’iniziativa di Christian Durso, che ha indirizzato una richiesta formale a Rete Ferroviaria Italiana (RFI) per denunciare l’assenza di ascensori, rampe e servizi di assistenza per le persone a mobilità ridotta. La segnalazione ha rapidamente superato i confini locali, diventando virale sui social e raccogliendo l’adesione dei sindaci dei Comuni di Centola e Pisciotta, che hanno espresso pubblicamente il proprio sostegno all’istanza.
La risposta di RFI, tuttavia,
non ha soddisfatto i promotori della protesta. Pur riconoscendo l’attuale inaccessibilità delle due stazioni e la mancanza di servizi adeguati, la società si è limitata a comunicare che è in corso una “valutazione di fattibilità” per l’installazione di ascensori nello scalo di Pisciotta-Palinuro. Nessun riferimento, però, a tempistiche certe, risorse già stanziate o a un cronoprogramma degli interventi, elementi ritenuti fondamentali dai cittadini coinvolti.
Per i firmatari della petizione, quel “valutando”
rappresenta una risposta insufficiente e distante dalla realtà quotidiana di chi vive nel territorio. Nel testo dell’appello si parla apertamente di una condizione “umiliante”, che costringe molte famiglie a rinunciare al treno o a percorrere decine di chilometri in automobile per raggiungere la stazione accessibile più vicina. Un disagio che si traduce in maggiori costi, perdita di tempo e ulteriore fatica, soprattutto per chi assiste quotidianamente familiari con disabilità o difficoltà motorie.
La mancanza di accessibilità viene indicata anche come un freno allo sviluppo turistico dell’area, che ogni anno accoglie visitatori attratti dalle bellezze naturali del Cilento. L’assenza di stazioni fruibili da tutti rischia, secondo i promotori dell’iniziativa, di trasformare il trasporto ferroviario in un servizio riservato a pochi, in contrasto con i principi di inclusione e pari diritti sanciti dalla normativa nazionale ed europea.
Da qui
l’appello diretto a RFI e alla Regione Campania affinché intervengano in modo coordinato e concreto. La richiesta è quella di superare la fase delle valutazioni preliminari e di assumere impegni chiari, con tempi certi per l’adeguamento delle stazioni di Pisciotta e Centola. L’obiettivo dichiarato è restituire centralità a un diritto fondamentale come quello alla mobilità, trasformando infrastrutture oggi percepite come barriere in reali punti di accesso a un territorio che chiede inclusione per poter crescere e restare competitivo.