Il clima politico ad Agropoli si fa sempre più teso dopo lo sfogo pubblico del consigliere comunale di minoranza Raffaele Pesce. Al centro delle critiche non solo alcune scelte amministrative, ma soprattutto il metodo con cui – secondo l’esponente dell’opposizione – la maggioranza starebbe gestendo dossier delicati, svuotando di fatto il ruolo delle commissioni consiliari e del confronto istituzionale. Pesce punta il dito contro presunti impegni presi e poi disattesi nel Consiglio comunale del 29 dicembre scorso, parlando apertamente di una frattura nel rapporto di fiducia tra maggioranza e opposizione.
Il caso Posidonia e la questione Lido Azzurro
Il primo fronte di scontro riguarda la gestione della Posidonia spiaggiata e la situazione del Lido Azzurro, uno dei tratti più sensibili del litorale cittadino. Il consigliere aveva presentato una mozione per chiedere una pianificazione tecnica chiara, fondata su interventi strutturali capaci di ristabilire l’equilibrio idrodinamico della costa.
Su richiesta della maggioranza, Pesce aveva accettato di ritirare la mozione, confidando nella promessa di un successivo approfondimento in commissione, con il coinvolgimento dei tecnici. Una promessa che, a suo dire, non sarebbe mai stata mantenuta.
La delibera che riaccende la polemica
A far esplodere la polemica è stata la pubblicazione della delibera di Giunta n. 23/2026, che secondo Pesce riproporrebbe soluzioni già adottate negli anni precedenti, senza introdurre elementi di reale innovazione. La critica non è solo nel merito, ma soprattutto nel metodo: le decisioni su temi strategici come tutela costiera, porto e concessioni verrebbero assunte direttamente in Giunta, lasciando ai margini il Consiglio comunale, che dovrebbe invece essere il luogo naturale del dibattito pubblico e della trasparenza.
Altro punto caldo è quello relativo alla rottamazione quinquies, misura prevista dalla legge di bilancio che consentirebbe ai contribuenti di sanare i debiti tributari maturati tra il 2000 e il 2023, attraverso una rateizzazione agevolata fino a nove anni. Per i cittadini i benefici sarebbero rilevanti: azzeramento di sanzioni e interessi di mora, con il pagamento del solo debito originario maggiorato di un interesse annuo del 3%. Tuttavia, per i tributi locali come IMU e TARI, è necessaria una specifica delibera comunale entro tempi ristretti, considerando che il termine per l’adesione è fissato al 30 aprile.
Pesce sostiene di aver ricevuto rassicurazioni politiche già a dicembre, ma ad oggi – denuncia – non sarebbe arrivato alcun atto concreto da parte dell’amministrazione.
La denuncia sul piano istituzionale
Lo sfogo del consigliere va oltre i singoli provvedimenti. Pesce parla apertamente di una “correttezza istituzionale venuta meno”, sottolineando come la parola data in aula consiliare abbia perso valore. Da qui una presa di posizione netta per il futuro: non ritirare più mozioni sulla base di accordi verbali, senza atti formali a garanzia del confronto democratico.
Una dichiarazione che segna uno strappo politico destinato a pesare nei prossimi passaggi amministrativi e nel già complesso equilibrio tra maggioranza e opposizione ad Agropoli.

