Come riportato dal quotidiano Il Mattino oggi in edicola, a Nocera Inferiore si è aperto un acceso confronto pubblico sull’utilizzo dei semafori dotati di telecamere per la rilevazione del passaggio con il rosso.
Dalla loro attivazione, avvenuta nel mese di maggio, il sistema ha prodotto migliaia di sanzioni in poco più di sette mesi, alimentando un dibattito che si è rapidamente trasferito sui social network e che ora chiama in causa direttamente l’amministrazione comunale.
Semafori con telecamere, raffica di verbali a Nocera
A sollevare la questione è stato
Vincenzo Scoppetta, cittadino nocerino, che attraverso un post pubblico ha interpellato il sindaco Paolo De Maio e il comandante della polizia municipale Andrea D’Elia, chiedendo una revisione delle modalità di funzionamento degli impianti. Nel suo intervento, Scoppetta precisa di non mettere in discussione la necessità di far rispettare il codice della strada né l’impiego di strumenti tecnologici per contrastare le infrazioni, ma invita il Comune a dimostrare che l’obiettivo del sistema non sia esclusivamente sanzionatorio.
Al centro delle osservazioni c’è la richiesta di un adeguamento dei semafori, in particolare attraverso l’introduzione di un countdown visibile che indichi il tempo residuo prima del cambio di colore. Secondo quanto segnalato, l’attuale configurazione del giallo creerebbe situazioni di incertezza per gli automobilisti: fermarsi oltre la linea di arresto comporta una sanzione, mentre una frenata improvvisa può aumentare il rischio di tamponamenti. Una condizione che, sempre secondo le segnalazioni, inciderebbe soprattutto sulle principali arterie cittadine ad alto traffico, come via Napoli, via Domenico Rea e via Eduardo Astuti.
Il post ha raccolto numerosi commenti, trasformandosi in un contenitore di testimonianze dirette. Diversi automobilisti riferiscono di aver ricevuto più verbali nel giro di pochi mesi, con importi che superano i cento euro per ciascuna infrazione. C’è chi chiede una revisione dei tempi semaforici, ritenuti troppo rigidi rispetto ai flussi di traffico, e chi segnala criticità legate alle ripartenze lente delle auto incolonnate, che renderebbero difficile liberare l’incrocio prima dello scatto del rosso.
Altri interventi si soffermano sulla distanza tra la linea di arresto e l’impianto semaforico, giudicata eccessiva, o sull’impatto psicologico del sistema di controllo. Alcuni cittadini descrivono una condizione di costante tensione alla guida, con la percezione che il passaggio dal verde al giallo avvenga in modo improvviso, aumentando il timore di incorrere in una multa anche in assenza di comportamenti imprudenti.
Non mancano, tuttavia, posizioni differenti. C’è chi sostiene l’esistenza di una tolleranza di alcuni secondi prima dell’attivazione della sanzione e afferma di non aver mai ricevuto verbali, pur transitando frequentemente in prossimità del cambio di colore. Altri richiamano l’attenzione sulla pericolosità storica di alcuni incroci interessati dal sistema, teatro in passato di incidenti anche gravi. In questi casi, viene avanzata l’ipotesi di una riorganizzazione complessiva della viabilità, fino alla possibile sostituzione dei semafori con rotatorie.
Il confronto resta aperto e si concentra ora sulla richiesta di un equilibrio tra sicurezza stradale, chiarezza delle regole e percezione di equità nell’applicazione delle sanzioni, in un contesto urbano attraversato quotidianamente da flussi di traffico intensi.