Si è svolto il 31 gennaio presso la Fondazione Banco di Napoli l’incontro dal titolo “Seconda Chance: Speranza concreta o chimera?”, promosso dal Rotary Distretto 2101. L’evento ha acceso i riflettori su uno dei temi più delicati del sistema penitenziario: il reinserimento lavorativo e sociale degli ex detenuti, ponendo al centro il confronto tra istituzioni, operatori del settore e mondo del volontariato.
L’esperienza di Don Rosario Petrone
Tra gli interventi più significativi, quello di Don Rosario Petrone, cappellano del carcere di Salerno e responsabile regionale dei cappellani.
Nel suo contributo, Don Petrone ha raccontato la quotidianità vissuta accanto ai detenuti, sottolineando come le misure alternative alla detenzione rappresentino strumenti fondamentali non solo sul piano umano, ma anche su quello della sicurezza sociale.
Misure alternative come prevenzione della recidiva
Secondo Don Petrone, percorsi di accompagnamento, lavoro e formazione non devono essere letti come atti di clemenza, ma come strumenti concreti di riduzione della recidiva. "Con il giusto supporto e una reale integrazione tra istituzioni e volontariato, la “seconda chance” smette di essere un’utopia e diventa una possibilità reale", ha evidenziato.
Un messaggio che richiama la necessità di politiche capaci di coniugare giustizia, responsabilità e reinserimento sociale.
Un dibattito arricchito da più voci
L’incontro ha visto la partecipazione di diversi relatori, tra cui:
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Bruno D’Urso,
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Raffaela Pignetti,
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Don Giovanni Russo, cappellano del carcere di Secondigliano,
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Irma Conti, avvocato.
Contributi che hanno offerto prospettive complementari, arricchendo il dibattito con esperienze professionali e testimonianze dirette.
Dal racconto ai fatti: un esempio concreto
A rendere tangibile lo spirito dell’iniziativa è stato anche un esempio pratico di reinserimento riuscito: il pranzo a buffet è stato curato dalla cooperativa Monelli tra fornelli, composta da giovani ex detenuti del carcere di Nisida.
Un progetto che dimostra come lavoro e fiducia possano trasformarsi in strumenti reali di riscatto.
Cultura e riflessione per chiudere la giornata
La giornata si è conclusa con una visita teatralizzata al Museo del Cartastorie, offrendo ai partecipanti un momento di riflessione culturale e simbolica sul valore delle seconde possibilità.
L’incontro ha ribadito come formazione, lavoro e accompagnamento sociale possano trasformare la “seconda chance” in un vero percorso di riscatto, confermando l’importanza di esperienze come quelle portate avanti da Don Rosario Petrone nel contesto penitenziario campano.

