Scontro sul Poliambulatorio di Battipaglia: la UIL FP diffida l'ASL Salerno sulla sicurezza della nuova sede

La vertenza legata al trasferimento del Poliambulatorio del Distretto Sanitario 65 di Battipaglia, dalla storica struttura di via Gonzaga ai nuovi locali di via Fiorignano, approda alle vie legali.
Di fronte al persistente silenzio dell'ASL Salerno, il pool legale della UIL FP Salerno, sotto la guida dell'avvocato Piero Ferrara, ha provveduto a notificare un formale atto di significazione e diffida ad adempiere rivolto sia alla Direzione Generale sia al Responsabile della Trasparenza dell'azienda sanitaria.
Scontro sul Poliambulatorio di Battipaglia: la UIL FP diffida l'ASL Salerno
La controversia ha avuto inizio il 27 luglio 2026, quando la sigla sindacale ha avanzato una richiesta ufficiale d'accesso a tutti gli atti tecnici, logistici e organizzativi inerenti al trasloco dell'infrastruttura sanitaria.
L'obiettivo dell'istanza risiede nella verifica preliminare dei requisiti di tutela della salute nei luoghi di lavoro sanciti dal Decreto Legislativo 81/2008, unitamente alla valutazione della piena idoneità degli spazi destinati all'assistenza dei pazienti fragili. Nonostante l'invio di una successiva richiesta di riesame indirizzata al Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza, i vertici sanitari non hanno fornito alcun riscontro.
L'atto di diffida assegna un termine ultimativo di 30 giorni per la consegna integrale dei documenti richiesti o per l'emissione di un provvedimento motivato di diniego. Il sindacato evidenzia come la linea omissiva tenuta dall'ASL travalichi la mera dinamica burocratica, configurandosi come una lesione delle prerogative sindacali e datoriali.
Come sottolineato dal Segretario Generale della UIL FP Salerno, Raffaele Giordano, negare la visibilità della documentazione sulla sicurezza significa far ricadere sulla dirigenza aziendale la responsabilità diretta per ogni eventuale rischio gestionale. L'omissione prolungata apre la strada ad azioni giudiziarie mirate ad accertare le responsabilità personali dei dirigenti in relazione agli obblighi di vigilanza e di condotta datoriale, auspicando un ravvedimento dell'amministrazione entro i tempi fissati per evitare l'estensione del contenzioso in sede giurisdizionale.




