L'etimologia del nome «Caterina» attinge al greco «donna pura». Tale fu Catarina Ulfsdotter, meglio conosciuta come Caterina di Svezia, secondogenita degli otto figli di Santa Brigida, la grande mistica svedese che ha segnato profondamente la storia, la vita e la letteratura del Paese scandinavo. Nata nel 1331, in giovanissima età Caterina sposò Edgarvon Kyren, nobile di discendenza ma soprattutto d'animo: questi non solo acconsentì al desiderio della ragazza di osservare il voto di continenza, ma si legò addirittura allo stesso voto.
Santo del giorno 24 marzo: Santa Caterina di Svezia
Nacque sul principio del secolo
XIV dalla celebre
Santa Brigida e dal principe
Ulfone di
Noricia. Già i loro avi si erano distinti per virtù e in modo particolare per devozione alla passione del
Salvatore.
Caterina fu il
fiore più bello e fragrante che
Dio concesse ai due santi coniugi.
Bambina fu affidata all'educandato delle religiose del monastero di
Rosberg.
Il
Signore la voleva tutta per sè, e a questo scopo permise che il
demonio alcune volte la
molestasse e la facesse
soffrire. La
Santa sempre più andò staccando il
cuore dai passatempi e divertimenti della
età, andò sempre più confermandosi nella
volontà di darsi tutta a Dio nello stato
verginale.
Il voto di castità
Però per ubbidire al
padre sacrificò il suo alto ideale, per passare a
nozze col ricco e nobile cavaliere
Edgardo. Seppe tuttavia parlare così eloquentemente dei
pregi della
verginità, che lo sposo
consentì di
vivere con lei in
perpetua continenza, emettendo entrambi il voto di
castità: voto che sempre
osservarono.
Ebbe a soffrire innumerevoli
beffe, rimbrotti e
contraddizioni, perfino da parte di un
fratello; ma essa altro non amava nè cercava che di
piacere a Dio.
Dalla Svezia all’Italia
Mortole il
padre, raggiunse la
madre a
Roma, seguendola nei suoi
pellegrinaggi e nell'arduo apostolato fra i miseri e gli infermi. In questo frattempo Dio chiamò al
premio il pio suo
sposo Edgardo.
Essendo ancora
giovane ed avvenente, e rifiutando seconde
nozze, innumerevoli furono le
insidie e le
lusinghe tentate da uomini
brutali per recidere il giglio immacolato della sua
verginità.
Sempre trionfò con l'aiuto di
Dio, cui di continuo era unita colla
preghiera, aiuto manifestatosi alle volte anche miracolosamente.
Passava quattro ore al giorno in
preghiera intensa e in
contemplazione. Ereditò le
virtù e lo spirito di
carità e di
apostolato di sua madre, colla quale rimase per
25 anni: ne accolse l'ultimo respiro e ne portò le sante reliquie in
Svezia.
Badessa a Vadstena
Tornata in
patria, si ritirò in un
monastero, ove fu
superiora. Più tardi si recò nuovamente a
Roma, per la
canonizzazione della madre. Vi rimase
cinque anni, spendendo il tempo che le rimaneva dalle
occupazioni più importanti al servizio degli
infermi e
derelitti.
Il
Signore volle per suo mezzo compiere innumerevoli
miracoli. Tornò infine in
patria, nel suo
monastero, ove morì il
24 marzo 1381.
Pratica
Impariamo da questa
Santa la
custodia degli occhi.
Prghiera
O
Dio, che nella
beata Caterina ci desti sì mirabile esempio di purezza
illibata,
concedici, te ne preghiamo, per sua
intercessione, che noi, puri di mente e di cuore,
consacriamo tutte le nostre forze al tuo
santo servizio.
Martirologio Romano
A
Vadstena in
Svezia, santa Caterina, vergine: figlia di
santa Brigida, data alle
nozze contro il suo volere, conservò, di comune accordo con il
marito, la sua
verginità e, dopo la
morte di lui, condusse una
vita pia; pellegrina a
Roma e in
Terra Santa, trasferì le
reliquie della madre in
Svezia e le ripose nel
monastero di
Vadstena, dove ella stessa
vestì l’abito
monacale.