Cronaca

Incendio all’Infravie di Sant’Arsenio, arrivano i risultati Arpac: «Nessuna contaminazione del suolo»

Martina Francione
Incendio all’Infravie di Sant’Arsenio, arrivano i risultati Arpac: «Nessuna contaminazione del suolo»

Non sono emerse contaminazioni dei terreni riconducibili all’incendio che lo scorso 11 maggio ha interessato il capannone dell’azienda Infravie, in via Paolo Borsellino a Sant’Arsenio. È quanto emerge dagli esiti delle analisi effettuate da Arpac nelle aree circostanti il sito interessato dal rogo e trasmesse al Comune.

Sant’Arsenio, incendio all’azienda Infravie: i controlli Arpac escludono contaminazioni del suolo

Dopo l’incendio, i tecnici dell’Area Territoriale del Dipartimento provinciale Arpac di Salerno hanno effettuato un sopralluogo insieme alla Polizia Locale e all’Area Tecnica del Comune di Sant’Arsenio.

Successivamente sono stati prelevati campioni di suolo superficiale in tre punti situati nelle vicinanze del capannone, con l’obiettivo di verificare l’eventuale ricaduta a terra di sostanze inquinanti prodotte dalla combustione. Le analisi hanno riguardato diversi parametri, tra cui metalli pesanti, IPA, idrocarburi C>12, PCB, diossine e furani.

Valori sotto le soglie previste dalla normativa

Gli esiti, trasmessi al Comune con una nota del 24 settembre 2026, evidenziano un quadro complessivamente conforme ai valori previsti per le aree a uso verde pubblico, privato e residenziale.

Nei fondi agricoli analizzati, tutti i parametri sono risultati inferiori alle concentrazioni soglia di contaminazione previste dalla normativa. Un’unica eccezione riguarda un campione prelevato in un fondo agricolo di via Paolo Borsellino, dove è stato registrato un superamento del valore soglia per il rame rispetto ai limiti previsti per aree verdi e residenziali. Lo stesso campione presenta comunque valori inferiori ai limiti previsti per i siti a uso commerciale e industriale.

Il rame potrebbe essere legato alle pratiche agricole

Secondo la documentazione tecnica, la presenza di rame sarebbe verosimilmente riconducibile alle pratiche agricole tipiche della zona, caratterizzata dalla presenza di colture viticole. Particolare attenzione è stata riservata anche alle analisi del Laboratorio Regionale Diossine. In tutti i campioni esaminati i valori sono risultati inferiori alle soglie di contaminazione previste per siti a uso verde pubblico, privato e residenziale.

Nessuna ricaduta al suolo attribuibile all’incendio

Alla luce dei risultati, Arpac non ha rilevato ricadute al suolo riconducibili all’incendio tali da determinare una potenziale contaminazione dei terreni campionati. L’amministrazione comunale ha sottolineato l’importanza dei controlli effettuati nelle aree prossime allo stabilimento, che hanno permesso di acquisire dati puntuali sulla qualità del suolo dopo il rogo.

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