Un sistema sanitario alla deriva, paralizzato da un vuoto di potere che rischia di schiacciare reparti e operatori. Il grido d'allarme arriva dal Nursind Salerno, il sindacato degli infermieri, che punta il dito contro l'instabilità gestionale dell'Azienda ospedaliera universitaria Ruggi d'Aragona e dell'Asl. La denuncia è netta: la mancanza di una governance solida e definitiva sta trasformando gli ospedali della provincia in navi senza nocchiere, incapaci di rispondere con autorevolezza alle emergenze e al dramma delle liste d'attesa.
La preoccupazione dei rappresentanti sindacali non si ferma al capoluogo, ma abbraccia l'intera rete provinciale. I presidi di Eboli, Battipaglia, Roccadaspide, Vallo della Lucania e Agropoli sono descritti come territori fragili, privi di assetti dirigenziali stabili, proprio alla vigilia di una stagione estiva che vedrà l'esplosione delle presenze turistiche. Per i delegati Rsu, lavorare in corsia senza una guida autorevole significa affrontare carenze croniche con il solo senso di responsabilità dei singoli, senza alcuna programmazione strutturale.
Il sindacato chiede dunque un intervento immediato alla Regione Campania per ristabilire la chiarezza amministrativa e valorizzare il personale, ormai stanco di una gestione frammentata. L'appello del Nursind non vuole essere una polemica politica, ma una pretesa di civiltà: senza una catena di comando trasparente e competente, il diritto alla salute dei cittadini salernitani resta un miraggio burocratico. La stabilità dei vertici è la condizione minima per garantire ospedali efficienti e sicurezza sia per chi cura, sia per chi viene curato.
Sanità salernitana senza bussola: il Nursind diffida la Regione
Al centro della tempesta c’è proprio il "Ruggi", cuore dell'assistenza provinciale, che sta attraversando una fase di precarietà ai vertici amministrativi e sanitari. Secondo il segretario generale Biagio Tomasco, questa incertezza ai piani alti si traduce in rallentamenti decisionali pericolosi proprio mentre la pressione nei reparti e nei pronto soccorso tocca livelli critici. Non è più tempo di soluzioni temporanee o decisioni rinviate; serve una regia autonoma e coraggiosa capace di restituire una visione d'insieme a una struttura strategica per l'intero territorio.La preoccupazione dei rappresentanti sindacali non si ferma al capoluogo, ma abbraccia l'intera rete provinciale. I presidi di Eboli, Battipaglia, Roccadaspide, Vallo della Lucania e Agropoli sono descritti come territori fragili, privi di assetti dirigenziali stabili, proprio alla vigilia di una stagione estiva che vedrà l'esplosione delle presenze turistiche. Per i delegati Rsu, lavorare in corsia senza una guida autorevole significa affrontare carenze croniche con il solo senso di responsabilità dei singoli, senza alcuna programmazione strutturale.
Il sindacato chiede dunque un intervento immediato alla Regione Campania per ristabilire la chiarezza amministrativa e valorizzare il personale, ormai stanco di una gestione frammentata. L'appello del Nursind non vuole essere una polemica politica, ma una pretesa di civiltà: senza una catena di comando trasparente e competente, il diritto alla salute dei cittadini salernitani resta un miraggio burocratico. La stabilità dei vertici è la condizione minima per garantire ospedali efficienti e sicurezza sia per chi cura, sia per chi viene curato.

