Sanità in Campania in crisi, esami convenzionati solo per la prima settimana del mese e attese fino a 400 giorni: la denuncia di Lucia Vuolo

Sanità campana in crisi: esami convenzionati solo per la prima settimana del mese e attese fino a 400 giorni
La principale criticità segnalata riguarda il funzionamento delle strutture diagnostiche e dei laboratori privati accreditati con il Servizio Sanitario Nazionale, dove le risorse disponibili per le prestazioni convenzionate si esaurirebbero rapidamente.
Secondo Lucia Vuolo, i finanziamenti regionali consentirebbero di garantire gli esami a carico del sistema sanitario pubblico soltanto durante la prima settimana lavorativa di ogni mese. Nei giorni successivi, i cittadini incontrerebbero difficoltà nell'ottenere prestazioni in convenzione a causa del raggiungimento dei tetti di spesa.
Una situazione che l'ex europarlamentare attribuisce a una programmazione economica non adeguata alle effettive necessità della popolazione. «È la fotografia impietosa e incontrovertibile di un sistema sanitario regionale al collasso, che costringe i cittadini campani a subire un vero e proprio razionamento dei propri diritti costituzionali», dichiara Vuolo.
Nella sua ricostruzione, la disponibilità delle prestazioni convenzionate sarebbe concentrata nel 25% del periodo mensile, lasciando le restanti tre settimane senza un'adeguata copertura finanziaria.
Liste d'attesa fino a 400 giorni: le difficoltà denunciate per visite ed esami
Il problema dei finanziamenti destinati alla diagnostica si aggiungerebbe, secondo Vuolo, alle difficoltà del sistema di prenotazione regionale. L'esponente della Lega richiama in particolare i tempi necessari per ottenere visite specialistiche ed esami strumentali attraverso il Centro Unico Prenotazioni, sostenendo che in alcune situazioni le attese possano raggiungere anche i 400 giorni.
Ritardi che, stando alla sua denuncia, riguarderebbero anche prestazioni collegate a esigenze sanitarie urgenti e percorsi di prevenzione. La conseguenza sarebbe una crescente difficoltà per i cittadini nel programmare gli accertamenti medici, con il rischio di dover ricorrere a prestazioni private a pagamento oppure di rinunciare alle cure.
«Ci troviamo di fronte a un paradosso intollerabile che colpisce due volte la nostra comunità», afferma Vuolo, evidenziando le ripercussioni sia sui pazienti sia sulle strutture accreditate. Da un lato, infatti, le famiglie sarebbero costrette a concentrare le prenotazioni nei primi giorni del mese o a sostenere direttamente i costi degli esami. Dall'altro, i centri diagnostici convenzionati si troverebbero a operare con una disponibilità economica insufficiente rispetto alla domanda.
Le critiche alla gestione sanitaria
Nell'intervento, Lucia Vuolo richiama anche le differenze che, a suo giudizio, caratterizzano l'organizzazione sanitaria tra la Campania e altre regioni italiane. L'ex parlamentare europea cita Veneto e Lombardia come esempi di sistemi nei quali la programmazione delle risorse e la gestione delle prenotazioni garantirebbero una maggiore continuità delle prestazioni durante l'anno.
Un confronto utilizzato per contestare l'attuale organizzazione campana, ritenuta incapace di assicurare un accesso regolare ai servizi diagnostici. «Non possiamo accettare che i cittadini campani continuino a essere trattati come pazienti di serie B, spinti verso il privato o costretti a rinunciare del tutto alla prevenzione e alle cure», sostiene Vuolo.
La Lega prepara interrogazioni e una richiesta di ispezione
Alle critiche sulla gestione dei servizi sanitari, Lucia Vuolo affianca l'annuncio di iniziative istituzionali finalizzate a ottenere chiarimenti sulla distribuzione e sull'utilizzo dei finanziamenti regionali.
L'esponente della Lega riferisce di aver già avviato un confronto con il gruppo consiliare regionale e con i due gruppi parlamentari del partito. Il prossimo passaggio sarà la predisposizione di interrogazioni urgenti, alle quali dovrebbe seguire la richiesta di un'ispezione approfondita sulla gestione delle risorse destinate alla specialistica ambulatoriale.
«Dopo un iniziale confronto con il gruppo consiliare regionale e con i due gruppi parlamentari della Lega sto lavorando ad interrogazioni urgenti, successivamente solleciterò un'ispezione analitica sulla gestione delle risorse destinate alla specialistica ambulatoriale», annuncia Vuolo. L'obiettivo dichiarato è verificare le ragioni dell'esaurimento anticipato dei budget e sollecitare interventi per migliorare l'accesso alle prestazioni sanitarie.
Le richieste alla Regione Campania: più risorse e un piano per ridurre le attese
Tra le misure considerate prioritarie figurano la revisione dei tetti di spesa assegnati alle strutture convenzionate e un incremento dei finanziamenti destinati alla diagnostica. Vuolo chiede inoltre un piano straordinario per migliorare il funzionamento del CUP regionale e accelerare lo smaltimento delle liste d'attesa, così da garantire ai cittadini una maggiore continuità nell'assistenza sanitaria.
La richiesta è quella di intervenire contemporaneamente sulla disponibilità economica delle prestazioni e sull'organizzazione del sistema di prenotazione. «I cittadini campani pagano le tasse tutto l'anno e pretendono una sanità pubblica efficiente al 100%, non un servizio ridotto al contagocce per una sola settimana al mese», conclude l'ex parlamentare europea.

