SALERNO. Dopo il via libera del Miur, lo
smartphone, utilizzato per fini didattici, entra ufficialmente in classe. Molti sono i
dirigenti scolastici che si sono detti favorevoli a questa innovazione, anche se “ogni scuola rimane nella sua autonomia e ogni insegnante nella sua libertà didattica", come aveva specificato la ministra all’Istruzione
Valeria Fedeli a margine della presentazione del
decalogo per l'uso dei dispositivi mobili a scuola. Da un primo sondaggio risulta che almeno 50 scuole hanno istituzionalizzato l’uso del cellulare alle superiori.
Le scuole salernitane
L’
Ufficio scolastico regionale invita i presidi ad adeguarsi a quanto comunicato nei giorni scorsi dal Ministero dell’Istruzione in merito alle nuove tecnologie. «C’è un richiamo all’uso responsabile – fa sapere
Luisa Franzese, direttrice dell’Ufficio scolastico regionale – strumenti come lo smartphone possono essere introdotti a patto che siano utilizzati solo a scopo didattico. Attenzione quindi alle deviazioni e all’uso personale».
A Salerno - spiega
il Mattino - c’è ad esempio il
liceo scientifico Severi che ha già introdotto nel regolamento di istituto disposizioni in materia di smartphone indispensabile alle lezioni. «Oggi – spiega la preside del liceo Severi,
Barbara Figliolia – il 90% degli studenti usa abitualmente lo smartphone anche in classe. Si tratta di uno strumento versatile e potente, non di un nemico da combattere. Lo utilizziamo ed è positivo in quanto i ragazzi si approcciano alle discipline in modo diverso sfruttando le nuove tecnologie a loro già familiari».
Anche al
Profagri, Istituto Professionale per l'Agricoltura, lo smartphone in classe è di casa: il preside
Alessandro Turchi ha da quasi due anni dato l’ok al ricorso del cellulare per fini di ricerca e studio. «Al tablet abbiamo affiancato lo smartphone – dice Turchi – tutto questa rientra nella nostra digitalizzazione che ci ha portato a utilizzare solo libri di testo digitali».
Anche al liceo scientifico
Rescigno di
Roccapiemonte la preside
Cinzia Lucia Guida si è detta subito d'accordo. “Viene utilizzato per la condivisione dei compiti – dice la dirigente – e per la condivisione del materiale utilizzato in classe. Può essere utile se il docente è un supervisore”.
“L’articolo 6 del nostro regolamento – dice il preside
Emiliano Barbuto del
Galileo Galilei – prevede che il docente possa autorizzarne l’uso per finalità didattiche”. E al
Focaccia la preside
Renata Florimonte ha dato l’avvio alla stesura con gli studenti di un documento di e-policy sull’uso corretto della rete e anche dei dispositivi mobili a scuola. All’istituto
Amendola l’uso dei cellulari è consentito in particolari momenti delle lezioni e a discrezione dei docenti.