Lutto a Salerno dove ieri, venerdì 3 aprile, è morto Angelomichele Risi, grande artista del laboratorio "Taide". Lo riporta Il Mattino.
Angelomichele, o semplicemente Michele come lui preferiva scherzosamente definirsi, compare in diverse immagini, tra cui quelle del Calendario Gutenberg 2016, "Pittori a Salerno degli anni Settanta". In queste fotografie lo vediamo all'ingresso del Teatro Verdi, sull'Antipavimento di Marano, realizzato nel 1974 durante la II Rassegna Incontri Nuove Tendenze ideata da Giuseppe Bartolucci e Filiberto Menna. Il suo spirito creativo emerge anche in contesti come il laboratorio di Taide, fondato insieme a Pietro Lista e Giuseppe Rescigno nel 1974. Qui Michele appariva provocatorio e audace, con il sogno di proiettare la sua città sul palcoscenico internazionale dell'arte contemporanea.
Risi, nato nel 1950, raccontava con nostalgia a Mario Avagliano di aver vissuto in un periodo ricco di fermenti culturali. Con una realtà vivace come l'Università di Salerno e figure di spicco come Crispolti e Sanguineti, il clima era ideale per giovani artisti in cerca di sperimentazione. Le gallerie d'arte erano il cuore della ricerca innovativa: oltre a Taide, c'erano spazi come Lapis Arte di Carmine Limatola, meglio noto come Ableo. Ines Mainieri ricorda il legame profondo che univa Michele e Carmine, una relazione basata su affetto e stima reciproci. Michele contribuì a importanti progetti di Limatola, come la mostra alla Pfeffer di Monaco e l'omaggio a Disler nel 1996 a Vietri sul Mare. Il suo talento di fotografo, con un ricco archivio documentale, fu altrettanto apprezzato.
Nonostante le gravi condizioni di salute che lo affliggevano da tempo, Angelomichele non si è mai arreso. La sua dedizione all’arte è rimasta solida persino nei momenti più difficili. Purtroppo, giovedì notte il suo cuore ha ceduto definitivamente. Accanto a lui, gli amici più stretti come il critico Massimo Bignardi e numerosi artisti e collaboratori tra cui Silvio D'Antonio e Luigi Vollaro, lo hanno sostenuto fino all'ultimo istante. La moglie Mariagrazia e i figli Andrea e Chiara stanno ora raccogliendo il supporto dell’intero mondo artistico.
Il critico Bignardi sottolinea quanto grande sia la perdita per la scena artistica italiana: Michele ha segnato profondamente gli anni Settanta e Ottanta esponendo per la prima volta su scala nazionale alla Quadriennale di Roma del 1975. Da lì in poi, si sono susseguite numerose mostre internazionali a Zagabria, Mannheim e persino su navi da crociera Costa. Fu uno dei protagonisti al MMMAC di Paestum accanto a Mimmo Paladino e partecipò alla Biennale curata da Vittorio Sgarbi. Una delle sue opere più emblematiche, "Terra di luce", venne scelta nel 2005 dal Monopolio di Stato per essere riprodotta sui biglietti della Lotteria Italia.
La pittura di Risi affondava le radici nella tradizione artistica italiana. Profondamente ispirato da De Chirico e dalla pittura degli anni Trenta, aveva sviluppato un linguaggio personale che esplorava nuove stratificazioni e rielaborava il mito della città attraverso architetture astratte. Quest'approccio raggiunse uno dei suoi massimi livelli nelle opere presentate all'antologica del 2023 al FRAC di Baronissi.
Lutto a Salerno, è morto Angelomichele Risi
Salerno dice addio ad Angelomichele Risi, grande artista del laboratorio "Taide" ieri venerdì 3 aprile. In Paradiso potrà ora riabbracciare gli amici che lo hanno preceduto: Carmine Limatola, Franco Longo, Pinuccio Rescigno e Ugo Marano, figure che hanno fatto parte di quella generazione intrisa dello spirito sessantottino e determinata a rivoluzionare l'arte sia esteticamente che politicamente con il celebre motto "L'arte è vita".Angelomichele, o semplicemente Michele come lui preferiva scherzosamente definirsi, compare in diverse immagini, tra cui quelle del Calendario Gutenberg 2016, "Pittori a Salerno degli anni Settanta". In queste fotografie lo vediamo all'ingresso del Teatro Verdi, sull'Antipavimento di Marano, realizzato nel 1974 durante la II Rassegna Incontri Nuove Tendenze ideata da Giuseppe Bartolucci e Filiberto Menna. Il suo spirito creativo emerge anche in contesti come il laboratorio di Taide, fondato insieme a Pietro Lista e Giuseppe Rescigno nel 1974. Qui Michele appariva provocatorio e audace, con il sogno di proiettare la sua città sul palcoscenico internazionale dell'arte contemporanea.
Risi, nato nel 1950, raccontava con nostalgia a Mario Avagliano di aver vissuto in un periodo ricco di fermenti culturali. Con una realtà vivace come l'Università di Salerno e figure di spicco come Crispolti e Sanguineti, il clima era ideale per giovani artisti in cerca di sperimentazione. Le gallerie d'arte erano il cuore della ricerca innovativa: oltre a Taide, c'erano spazi come Lapis Arte di Carmine Limatola, meglio noto come Ableo. Ines Mainieri ricorda il legame profondo che univa Michele e Carmine, una relazione basata su affetto e stima reciproci. Michele contribuì a importanti progetti di Limatola, come la mostra alla Pfeffer di Monaco e l'omaggio a Disler nel 1996 a Vietri sul Mare. Il suo talento di fotografo, con un ricco archivio documentale, fu altrettanto apprezzato.
Nonostante le gravi condizioni di salute che lo affliggevano da tempo, Angelomichele non si è mai arreso. La sua dedizione all’arte è rimasta solida persino nei momenti più difficili. Purtroppo, giovedì notte il suo cuore ha ceduto definitivamente. Accanto a lui, gli amici più stretti come il critico Massimo Bignardi e numerosi artisti e collaboratori tra cui Silvio D'Antonio e Luigi Vollaro, lo hanno sostenuto fino all'ultimo istante. La moglie Mariagrazia e i figli Andrea e Chiara stanno ora raccogliendo il supporto dell’intero mondo artistico.
Il critico Bignardi sottolinea quanto grande sia la perdita per la scena artistica italiana: Michele ha segnato profondamente gli anni Settanta e Ottanta esponendo per la prima volta su scala nazionale alla Quadriennale di Roma del 1975. Da lì in poi, si sono susseguite numerose mostre internazionali a Zagabria, Mannheim e persino su navi da crociera Costa. Fu uno dei protagonisti al MMMAC di Paestum accanto a Mimmo Paladino e partecipò alla Biennale curata da Vittorio Sgarbi. Una delle sue opere più emblematiche, "Terra di luce", venne scelta nel 2005 dal Monopolio di Stato per essere riprodotta sui biglietti della Lotteria Italia.
La pittura di Risi affondava le radici nella tradizione artistica italiana. Profondamente ispirato da De Chirico e dalla pittura degli anni Trenta, aveva sviluppato un linguaggio personale che esplorava nuove stratificazioni e rielaborava il mito della città attraverso architetture astratte. Quest'approccio raggiunse uno dei suoi massimi livelli nelle opere presentate all'antologica del 2023 al FRAC di Baronissi.

