Il comparto delle costruzioni nel salernitano sta vivendo una fase di profondo dualismo, muovendosi a due velocità opposte. Se da un lato le proiezioni per il 2026 ipotizzano un balzo del 12,7% della produzione, dall'altro il settore deve fare i conti con una preoccupante emorragia di imprese.
Nell'ultimo anno se ne sono perse quasi 300, con una flessione del 9,7% che colpisce duramente le realtà più piccole, soffocate da burocrazia e crisi di liquidità come riportato dal quotidiano Il Mattino oggi in edicola.
Nonostante il dinamismo dei lavori pubblici, le imprese salernitane si scontrano con un paradosso occupazionale: la difficoltà di reperimento di personale qualificato riguarda quasi una ricerca su due. Nel 45% dei casi, le aziende non riescono a trovare operai specializzati o tecnici, un limite che rischia di rallentare la consegna delle opere. Il presidente di Ance Salerno, Fabio Napoli, avverte: senza nuove politiche industriali e una semplificazione burocratica, il settore rischia di trovarsi scoperto dopo giugno 2026, data di scadenza del ciclo straordinario di investimenti pubblici, lasciando il tessuto imprenditoriale locale privo di una visione di lungo periodo.
Nell'ultimo anno se ne sono perse quasi 300, con una flessione del 9,7% che colpisce duramente le realtà più piccole, soffocate da burocrazia e crisi di liquidità come riportato dal quotidiano Il Mattino oggi in edicola.
Edilizia a Salerno, ripresa col fiato sospeso
A tenere in piedi l'intera filiera è la massiccia iniezione di fondi legati al Pnrr. Gli investimenti pubblici hanno registrato una crescita record vicina al 30%, segnale che i cantieri legati alle opere dello Stato e degli enti locali sono in piena attività. Tuttavia, questa euforia non contagia il mercato privato, che segna invece un pesante -10,6%. Il calo degli incentivi fiscali e l'incertezza normativa hanno gelato le iniziative dei singoli cittadini e dei promotori immobiliari, creando un pericoloso squilibrio che preoccupa i vertici di Ance Aies Salerno.Nonostante il dinamismo dei lavori pubblici, le imprese salernitane si scontrano con un paradosso occupazionale: la difficoltà di reperimento di personale qualificato riguarda quasi una ricerca su due. Nel 45% dei casi, le aziende non riescono a trovare operai specializzati o tecnici, un limite che rischia di rallentare la consegna delle opere. Il presidente di Ance Salerno, Fabio Napoli, avverte: senza nuove politiche industriali e una semplificazione burocratica, il settore rischia di trovarsi scoperto dopo giugno 2026, data di scadenza del ciclo straordinario di investimenti pubblici, lasciando il tessuto imprenditoriale locale privo di una visione di lungo periodo.

