Il settore dell'edilizia in provincia di Salerno mostra evidenti segni di crescita mentre il privato registra dati preoccupanti: "Importante – dice il presidente di ANCE AIES Salerno Fabio Napoli - rafforzare le sinergie tra istituzioni, mondo imprenditoriale e professionisti".
Un altro elemento è quello della domanda di manodopera con le imprese private ancora in difficoltà nel reperire personale qualificato. Il numero di imprese attive all'ultimo rilevamento effettuato (il 31 dicembre 2025) è passato da 2.882 a 2.602 con una flessione del -9,7%.
"Questo scenario - afferma il presidente di ANCE Salerno, Fabio Napoli - è importante rafforzare le sinergie tra le istituzioni, imprenditori e professionisti per affrontare le sfide future e garantire continuità allo sviluppo del settore puntando sulla qualità, sulla digitalizzazione, sulla rigenerazione urbana e sostenibilità. Servono nuove politiche industriali per il settore delle costruzioni, semplificazioni, certezze normative e un forte impegno per favorire partenariati pubblico-privati, rigenerazione urbana e infrastrutture sostenibili."
A trainare il settore è il comparto dei lavori pubblici che ha fatto registrare un balzo in avanti con una crescita stimata a dicembre 2025 del +29,3%. I lavori privati invece segnano il -10,6% a causa della riduzione degli incentivi e all'incertezza normativa e fiscale.
“Il quadro provinciale rispecchia l’andamento nazionale, importante crescita del settore pubblico grazie agli investimenti PNRR, segnali di debolezza del settore privato. La flessione del numero di imprese, la riduzione degli addetti e il calo nelle ore lavorate richiedono attenzione e interventi mirati, anche per prepararsi alla fine del ciclo straordinario di investimenti pubblici previsto per il giugno 2026, termine entro il quale dovranno essere conclusi molti interventi finanziati. Il rischio è un vuoto di programmazione e investimenti che potrebbe accentuare la contrazione già visibile nel privato e indebolire ulteriormente il tessuto imprenditoriale locale".
Settore dell'edilizia in provincia di Salerno, Ance Aies: "Importante rafforzare sinergie tra istituzioni, imprenditori e professionisti"
Il settore dell'edilizia in provincia di Salerno mostra evidenti segni di crescita mentre il privato registra dati preoccupanti. Le entrate programmare registrano un -7,5% rispetto al 2024, le previsioni per il 2026 suggeriscono un aumento del +12,7%. Il dato trimestrale suggerisce un recupero della domanda di lavoro, sostenuto probabilmente dalla riattivazione di cantieri e interventi programmati a inizio anno, sottolineando un quadro dinamico rispetto alla chiusura del 2025.Un altro elemento è quello della domanda di manodopera con le imprese private ancora in difficoltà nel reperire personale qualificato. Il numero di imprese attive all'ultimo rilevamento effettuato (il 31 dicembre 2025) è passato da 2.882 a 2.602 con una flessione del -9,7%.
"Questo scenario - afferma il presidente di ANCE Salerno, Fabio Napoli - è importante rafforzare le sinergie tra le istituzioni, imprenditori e professionisti per affrontare le sfide future e garantire continuità allo sviluppo del settore puntando sulla qualità, sulla digitalizzazione, sulla rigenerazione urbana e sostenibilità. Servono nuove politiche industriali per il settore delle costruzioni, semplificazioni, certezze normative e un forte impegno per favorire partenariati pubblico-privati, rigenerazione urbana e infrastrutture sostenibili."
A trainare il settore è il comparto dei lavori pubblici che ha fatto registrare un balzo in avanti con una crescita stimata a dicembre 2025 del +29,3%. I lavori privati invece segnano il -10,6% a causa della riduzione degli incentivi e all'incertezza normativa e fiscale.
“Il quadro provinciale rispecchia l’andamento nazionale, importante crescita del settore pubblico grazie agli investimenti PNRR, segnali di debolezza del settore privato. La flessione del numero di imprese, la riduzione degli addetti e il calo nelle ore lavorate richiedono attenzione e interventi mirati, anche per prepararsi alla fine del ciclo straordinario di investimenti pubblici previsto per il giugno 2026, termine entro il quale dovranno essere conclusi molti interventi finanziati. Il rischio è un vuoto di programmazione e investimenti che potrebbe accentuare la contrazione già visibile nel privato e indebolire ulteriormente il tessuto imprenditoriale locale".

