La polemica sull’esclusione di Erri De Luca da Salerno Letteratura continua ad alimentare il dibattito nel mondo culturale salernitano e nazionale. Sulla vicenda è intervenuto anche Pietrangelo Buttafuoco, presidente della Biennale di Venezia, sollecitato dai giornalisti durante la Festa dell’Innovazione del Foglio.
Il commento di Pietrangelo Buttafuoco
Buttafuoco ha espresso una posizione netta sul caso, definendo l’esclusione dello scrittore non una semplice forma di censura, ma qualcosa di ancora più profondo.
Secondo il presidente della Biennale, non si tratterebbe soltanto di impedire una presenza o una voce, ma di un meccanismo quasi automatico che attraversa ormai il dibattito pubblico.
“Non è censura, è peggio, è un riflesso condizionato”, ha affermato Buttafuoco, parlando di un automatismo mentale sempre più diffuso.
“Un automatismo mentale che prende piede”
Nel suo intervento, Buttafuoco ha spiegato che questo tipo di reazione non appartiene a una sola parte politica o culturale. Al contrario, si manifesta trasversalmente, quando a escludere sono “i buoni” come quando lo fanno “i cattivi”.
Per il presidente della Biennale, si sarebbe ormai consolidata una tendenza a dire “no, tu no”, trasformando il confronto culturale in una dinamica di esclusione preventiva.
Una logica che, secondo Buttafuoco, nasce da una mentalità antica: l’idea che qualcuno debba sempre correggere, indirizzare o “raddrizzare” ciò che ritiene sbagliato nella società.
La polemica su Salerno Letteratura
Il caso legato a Erri De Luca ha acceso da giorni il confronto attorno a Salerno Letteratura, coinvolgendo intellettuali, operatori culturali e osservatori del mondo politico e giornalistico.
L’intervento di Buttafuoco aggiunge un nuovo elemento alla discussione, spostando il tema dal singolo episodio a una riflessione più ampia sul clima culturale contemporaneo.
Il nodo, secondo la lettura del presidente della Biennale, non riguarda soltanto la presenza o l’assenza di uno scrittore in un festival, ma il modo in cui oggi vengono gestiti dissenso, confronto e pluralismo.
Il riferimento alla Biennale di Venezia
Durante l’incontro, intervistato dal vicedirettore del Foglio Salvatore Merlo, Buttafuoco ha risposto anche a una domanda sul rapporto tra le polemiche culturali e i numeri record registrati quest’anno dalla Biennale.
Il presidente ha ricordato i 131 anni di storia della Biennale di Venezia, sottolineando come l’istituzione abbia sempre avuto un rapporto diretto con la Storia nel suo svolgersi.
Secondo Buttafuoco, la Biennale mantiene un legame privilegiato con ciò che accade nel mondo, anche grazie alla sua consolidata dimensione internazionale.
Cultura, polemiche e confronto pubblico
Il caso Salerno Letteratura resta dunque al centro dell’attenzione. Le parole di Buttafuoco contribuiscono ad ampliare il dibattito, ponendo una questione di fondo: quanto spazio resta oggi al confronto culturale quando prevalgono logiche di esclusione?
Per il presidente della Biennale, il rischio non è soltanto la censura dichiarata, ma un’abitudine più sottile e radicata: quella di escludere prima ancora di discutere.

