Una massiccia operazione di controllo ha travolto il settore dell'accoglienza e del turismo nella provincia di Salerno. Gli uomini del Comando provinciale dei carabinieri, supportati dagli specialisti del Nucleo ispettorato del lavoro, hanno passato al setaccio tredici attività ricettive – tra complessi alberghieri e stabilimenti balneari – riscontrando anomalie e irregolarità nella totalità delle strutture verificate. L'attività di monitoraggio ha svelato uno scenario allarmante: su sessantaquattro dipendenti controllati sul posto, circa il 70% è risultato impiegato in modo irregolare.
Il bilancio economico dell'offensiva giudiziaria è pesante, con sanzioni complessive che sfiorano gli 87.000 euro (di cui 48.205 euro di sole ammende penali e 38.750 euro di sanzioni amministrative per il lavoro sommerso). Durante le ispezioni, gli investigatori hanno individuato due imprese che impiegavano personale completamente privo di coperture previdenziali e assicurative. In un terzo stabilimento, i carabinieri hanno scoperto e denunciato un cittadino extracomunitario privo di regolare permesso di soggiorno, facendo scattare la contestazione penale per impiego di manodopera clandestina a carico del titolare della struttura.
Salerno, blitz estivo dei carabinieri negli hotel e nei lidi
Le carenze più gravi hanno riguardato il rispetto delle norme antinfortunistiche e la tutela della salute del personale. Per diverse aziende è scattato il provvedimento di sospensione immediata della licenza commerciale a causa della totale assenza del Documento di valutazione dei rischi (Dvr) e del piano d'emergenza per l'evacuazione dei locali. I militari dell'Arma hanno inoltre accertato la mancata sottoposizione dei lavoratori alle visite mediche obbligatorie per l'idoneità alla mansione e l'assenza di corsi formativi sui pericoli in azienda. Per queste violazioni al Testo unico sulla sicurezza sono state notificate ventisette prescrizioni penali.Il bilancio economico dell'offensiva giudiziaria è pesante, con sanzioni complessive che sfiorano gli 87.000 euro (di cui 48.205 euro di sole ammende penali e 38.750 euro di sanzioni amministrative per il lavoro sommerso). Durante le ispezioni, gli investigatori hanno individuato due imprese che impiegavano personale completamente privo di coperture previdenziali e assicurative. In un terzo stabilimento, i carabinieri hanno scoperto e denunciato un cittadino extracomunitario privo di regolare permesso di soggiorno, facendo scattare la contestazione penale per impiego di manodopera clandestina a carico del titolare della struttura.

