Il Comune di Roccapiemonte interviene dopo le dichiarazioni diffuse da Silba S.p.A., gestore della struttura Villa Silvia, in merito ai ritardi nel pagamento degli stipendi ai dipendenti.
L’Amministrazione comunale respinge ogni addebito e chiarisce la propria posizione, sottolineando che il pagamento delle retribuzioni resta una responsabilità esclusiva del datore di lavoro.
La replica dell’Amministrazione comunale
Il Comune esprime “profondo sconcerto” per le comunicazioni diffuse dalla società, nelle quali verrebbe attribuita all’Ente una responsabilità nei ritardi delle retribuzioni.
Secondo l’Amministrazione, si tratta di affermazioni prive di accertamento giudiziale e fondate su una ricostruzione dei fatti che non troverebbe riscontro né nella normativa vigente né nelle posizioni ufficiali assunte dall’Ente.
“Nessuna responsabilità del Comune sugli stipendi”
Nel comunicato viene ribadito un principio ritenuto fondamentale: il pagamento degli stipendi è un obbligo che grava esclusivamente sul datore di lavoro.
Per il Comune, nessuna impresa può trasferire sui lavoratori o sull’opinione pubblica gli effetti delle proprie scelte gestionali, né attribuire ad altri soggetti responsabilità che la legge pone direttamente a suo carico.
Il contenzioso con Silba
La vicenda si inserisce in un contenzioso ancora aperto tra il Comune di Roccapiemonte e Silba S.p.A.
L’Ente sottolinea di aver sempre contestato la fondatezza delle pretese economiche avanzate dalla società, richiamando la normativa regionale vigente e i chiarimenti ufficiali forniti dalla Regione Campania.
Il nodo della quota sociale per i ricoveri in Rsa
Al centro della controversia c’è anche il tema della quota sociale di compartecipazione alle spese per i ricoveri in Rsa.
Il Comune richiama i pareri della Regione Campania del 27 gennaio 2016, del 16 maggio 2016 e del 18 marzo 2022, secondo cui la quota sociale deve essere imputata al Comune di residenza storica dell’assistito, ai sensi dell’articolo 13, comma 3, della Legge Regionale Campania n. 8 del 22 aprile 2003.
Cosa significa “residenza storica”
La Regione Campania ha chiarito che per residenza storica deve intendersi il Comune dal quale il cittadino proviene al momento del ricovero.
Secondo questa interpretazione, il criterio sarebbe stato introdotto proprio per evitare che i Comuni nei quali si trovano strutture residenziali o socio-sanitarie debbano sostenere oneri economici ulteriori solo perché ospitano tali strutture sul proprio territorio.
Vicinanza ai lavoratori di Villa Silvia
Pur respingendo le accuse, l’Amministrazione comunale esprime piena solidarietà ai lavoratori della struttura.
Il Comune precisa che i dipendenti non devono essere coinvolti in una controversia giuridica tra enti e soggetti gestori, né diventare strumento di una disputa ancora pendente.
“Non si anticipino conclusioni che spettano ai giudici”
Secondo l’Amministrazione, non è corretto presentare come certe e incontestate pretese economiche che sono invece oggetto di una complessa controversia giudiziaria.
Il Comune ribadisce che le conclusioni sulla vicenda spettano esclusivamente ai giudici e che continuerà a difendere le proprie ragioni nelle sedi competenti.
Possibili iniziative a tutela dell’Ente
L’Amministrazione comunale annuncia infine che proseguirà nella tutela degli interessi della comunità, della correttezza dell’azione amministrativa e dell’immagine del Comune di Roccapiemonte.
L’Ente si riserva ogni ulteriore iniziativa a difesa della propria onorabilità.

