Interravano grandi quantità di rifiuti ad Eboli: scatta il sequestro di un'area del cantiere, denunciati i responsabili. Lo riporta OndaNews.
Coordinando l’intervento, i Carabinieri Forestali di Capaccio Paestum, insieme al personale tecnico del Nucleo Guardie Giurate Ambientali dell’Associazione Accademia Kronos APS Salerno, hanno scoperto che le suddette entità smaltivano illegalmente ingenti quantità di rifiuti derivanti dalle attività di costruzione.
Le verifiche eseguite hanno rilevato la presenza, nel bel mezzo del centro abitato, di un deposito irregolare di rifiuti speciali all’interno del cantiere. Tra i materiali accumulati si contavano cemento, mattoni, pannelli di cartongesso frantumati, detriti misti da costruzione e demolizione, scarti di materiali edili, rifiuti urbani indifferenziati, ingenti quantità di inerti edili, metalli di scarto e rifiuti classificati come speciali pericolosi. Tra questi ultimi figuravano barattoli di vernici antiruggine, canne fumarie presumibilmente in eternit (alcune delle quali sgretolate), barattoli di diluenti, bombolette spray contenenti schiume espanse e sacchi di rifiuti plastici misti.
Inoltre, è emerso che il suolo del cantiere era interessato da precedenti depositi e compattamenti illeciti di inerti edili, raggiungendo una profondità stimata tra i 60 e gli 80 centimetri. Su questi depositi erano stati accumulati altri rifiuti senza alcun controllo. Ulteriori accertamenti hanno rivelato la costruzione di una rete stradale interna al cantiere, realizzata interrando prima rifiuti e successivamente ricoprendoli con calcestruzzo.
A conclusione delle operazioni, i Carabinieri hanno disposto il sequestro di una parte del cantiere e formalizzato le denunce nei confronti dei titolari delle società coinvolte, dell'impresa esecutrice e del direttore dei lavori. Le accuse riguardano la gestione illecita di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi e la creazione di un deposito incontrollato di materiali in violazione alle normative vigenti (D.L.vo 152/2006 e DL 116/2025).
Interravano grandi quantità di rifiuti, scatta il sequestro di un'area del cantiere ad Eboli: denunciati i responsabili
L’Arma dei Carabinieri prosegue il suo impegno nella lotta ai reati ambientali nella Piana del Sele. Un’ulteriore operazione svolta nel centro di Eboli ha portato alla luce un sistema illecito di gestione e smaltimento di rifiuti da cantiere, condotto da alcune società con la complicità di un’impresa edile e del direttore dei lavori.Coordinando l’intervento, i Carabinieri Forestali di Capaccio Paestum, insieme al personale tecnico del Nucleo Guardie Giurate Ambientali dell’Associazione Accademia Kronos APS Salerno, hanno scoperto che le suddette entità smaltivano illegalmente ingenti quantità di rifiuti derivanti dalle attività di costruzione.
Le verifiche eseguite hanno rilevato la presenza, nel bel mezzo del centro abitato, di un deposito irregolare di rifiuti speciali all’interno del cantiere. Tra i materiali accumulati si contavano cemento, mattoni, pannelli di cartongesso frantumati, detriti misti da costruzione e demolizione, scarti di materiali edili, rifiuti urbani indifferenziati, ingenti quantità di inerti edili, metalli di scarto e rifiuti classificati come speciali pericolosi. Tra questi ultimi figuravano barattoli di vernici antiruggine, canne fumarie presumibilmente in eternit (alcune delle quali sgretolate), barattoli di diluenti, bombolette spray contenenti schiume espanse e sacchi di rifiuti plastici misti.
Inoltre, è emerso che il suolo del cantiere era interessato da precedenti depositi e compattamenti illeciti di inerti edili, raggiungendo una profondità stimata tra i 60 e gli 80 centimetri. Su questi depositi erano stati accumulati altri rifiuti senza alcun controllo. Ulteriori accertamenti hanno rivelato la costruzione di una rete stradale interna al cantiere, realizzata interrando prima rifiuti e successivamente ricoprendoli con calcestruzzo.
A conclusione delle operazioni, i Carabinieri hanno disposto il sequestro di una parte del cantiere e formalizzato le denunce nei confronti dei titolari delle società coinvolte, dell'impresa esecutrice e del direttore dei lavori. Le accuse riguardano la gestione illecita di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi e la creazione di un deposito incontrollato di materiali in violazione alle normative vigenti (D.L.vo 152/2006 e DL 116/2025).

