Non paga il conto e minaccia i proprietari di un ristorante con un coltello: la Corte di Cassazione ha confermato la condanna per un 43enne di Eboli. Lo riporta SalernoToday.
I giudici della Cassazione però hanno rigettato il ricorso dichiarandolo inammissibile ribadendo che l'uso delle armi per un ingiusto profitto, in questo caso un pasto gratis, rappresenta una estorsione a tutti gli effetti. La Corte Suprema ha anche sottolineato come le motivazioni del ricorso si limitassero a lamentele già disattese in Appello senza una critica puntuale alla sentenza di secondo grato. Inammissibile anche la richiesta dello sconto di pena per 'lieve entità' del fatto.
Non paga il conto e minaccia i proprietari di un ristorante con un coltello: confermata la condanna per un 43enne di Eboli
È stata confermata dalla Corte di Cassazione la sentenza di condanna per un 43enne originario di Eboli accusato di essersi rifiutato di saldare il conto dopo aver consumato un pasto al ristorante e di aver minacciato i titolari brandendo un coltello. Per i giudici la condotta integra il reato di estorsione. L'imputato aveva fatto ricorso alla sentenza già emessa dalla Corte d'Appello chiedendone la riqualificazione del reato in insolvenza fraudolenta e minaccia. La difesa ha anche invocato l'applicazione dell'attenuante di 'lieve entità' introdotta da una sentenza del 2023.I giudici della Cassazione però hanno rigettato il ricorso dichiarandolo inammissibile ribadendo che l'uso delle armi per un ingiusto profitto, in questo caso un pasto gratis, rappresenta una estorsione a tutti gli effetti. La Corte Suprema ha anche sottolineato come le motivazioni del ricorso si limitassero a lamentele già disattese in Appello senza una critica puntuale alla sentenza di secondo grato. Inammissibile anche la richiesta dello sconto di pena per 'lieve entità' del fatto.

