Resta dietro le sbarre un 35enne accusato di aver rapinato una lucciola lungo la litoranea di Battipaglia. Il Tribunale del Riesame di Salerno ha sciolto la riserva, rigettando l’istanza presentata dalla difesa e confermando la misura della custodia cautelare in carcere.
Nel confermare la massima misura restrittiva, i giudici del Riesame hanno tenuto conto di diversi fattori aggravanti. In primo luogo, i precedenti specifici dell'indagato, già noto alle autorità per episodi simili, che delineano un profilo di spiccata recidiva. In secondo luogo, ha pesato la condotta tenuta dall'uomo al momento del fermo: secondo i verbali, il 35enne avrebbe reagito con estrema aggressività, arrivando a minacciare pesantemente gli agenti intervenuti.
Per il collegio giudicante, il rischio di reiterazione del reato e l'elevata pericolosità sociale dell'individuo rendono il carcere l'unica misura adeguata a garantire la sicurezza pubblica. Mentre l'indagato resta nella casa circondariale di Fuorni, le indagini proseguono per cristallizzare tutti gli elementi probatori in vista del processo.
Rapina a una prostituta sulla litoranea: confermato il carcere per il 35enne
I fatti risalgono a poche settimane fa, quando l'uomo avrebbe avvicinato una donna di 29 anni con atteggiamenti pesantemente intimidatori. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il 35enne sarebbe riuscito a impossessarsi di denaro contante e diversi effetti personali della vittima prima di dileguarsi. Fondamentale per la svolta nelle indagini è stata la testimonianza della giovane, la quale ha fornito una descrizione estremamente dettagliata del suo aggressore, permettendo alle forze dell'ordine di rintracciarlo e identificarlo in tempi record.Nel confermare la massima misura restrittiva, i giudici del Riesame hanno tenuto conto di diversi fattori aggravanti. In primo luogo, i precedenti specifici dell'indagato, già noto alle autorità per episodi simili, che delineano un profilo di spiccata recidiva. In secondo luogo, ha pesato la condotta tenuta dall'uomo al momento del fermo: secondo i verbali, il 35enne avrebbe reagito con estrema aggressività, arrivando a minacciare pesantemente gli agenti intervenuti.
Per il collegio giudicante, il rischio di reiterazione del reato e l'elevata pericolosità sociale dell'individuo rendono il carcere l'unica misura adeguata a garantire la sicurezza pubblica. Mentre l'indagato resta nella casa circondariale di Fuorni, le indagini proseguono per cristallizzare tutti gli elementi probatori in vista del processo.

