La Rai invia una contestazione disciplinare contro il giornalista Ranucci per mail riservate inoltrate e accesso consentito a Lavitola. Il procedimento potrebbe concludersi con un richiamo, una sospensione oppure, nel caso più grave, con il licenziamento.
Tra gli episodi contestati, come riferito dal Corriere, figurerebbe la possibilità concessa a persone esterne di accedere agli spazi della Rai, tra cui Valter Lavitola. Al giornalista sarebbe inoltre stato attribuito l'inoltro allo stesso Lavitola di comunicazioni e circolari interne dell'azienda, contenenti valutazioni e dichiarazioni dell'ex volto di Report sulla Rai e sulla presunta presenza di ambienti legati alla mafia o alla massoneria all'interno dell'azienda.
Nel quadro della contestazione rientrerebbero anche alcuni commenti pubblicati sui social network riguardanti i conduttori scelti dalla Rai per la trasmissione Report. Anche queste esternazioni sarebbero state considerate non conformi alle disposizioni previste dal codice etico aziendale.
Non sarebbe invece presente nella lettera il riferimento alla decisione di sollevare Ranucci dalla conduzione di Report e dall'incarico di vicedirettore ad personam presso la Direzione Approfondimento Rai. L'azienda ha ribadito più volte di considerare tale scelta una decisione di natura editoriale, rientrante nelle proprie prerogative, e successivamente ha sottoposto al giornalista tre differenti possibilità di ricollocazione.
Ranucci avrà quindi cinque giorni per presentare le proprie spiegazioni. Nel caso in cui le giustificazioni non vengano considerate adeguate, potrà essere avviata una procedura disciplinare autonoma rispetto alla precedente decisione di escluderlo dalla conduzione di Report, provvedimento che la Rai ha motivato con «ragioni editoriali».
La vicenda sarà affrontata anche durante il Cda Rai in programma domani, nel quale i consiglieri espressione dell'opposizione intendono ottenere chiarimenti sull'intera questione. Tra gli argomenti all'ordine del giorno figura inoltre il futuro di Roberto Sergio, destinato a lasciare la Rai ma indicato per mantenere la guida generale della televisione di San Marino. Una soluzione che non sarebbe condivisa da tutti i componenti del Consiglio, tra cui il presidente facente funzioni Antonio Marano.
Parallelamente, l'azienda continua a monitorare anche gli sviluppi sul piano giudiziario relativi alla vicenda che coinvolge Ranucci e valuta la possibilità di presentarsi come parte civile nel procedimento, qualora sussistano le condizioni necessarie.
Ranucci, la Rai avvia una contestazione disciplinare: «Mail riservate inoltrate e accesso consentito a Lavitola»
La comunicazione era stata annunciata nei giorni precedenti da diverse testate giornalistiche e, come previsto, è stata consegnata nella giornata di oggi. Sigfrido Ranucci dispone ora di cinque giorni di tempo per fornire le proprie controdeduzioni rispetto agli addebiti formulati dalla Rai. La contestazione riguarda in particolare i rapporti intrattenuti dall'ex conduttore di Report con Valter Lavitola.La contestazione
La missiva, secondo le informazioni disponibili, sarebbe stata trasmessa dall'azienda dopo l'esame della relazione elaborata dal Comitato Etico. Nel documento, secondo la Rai, sarebbero stati individuati possibili elementi di rilevanza disciplinare legati al comportamento personale del giornalista, ritenuto in contrasto con alcune disposizioni interne. L'iter avviato potrebbe condurre a un semplice richiamo, a una sospensione dal servizio oppure, nell'ipotesi più severa, alla cessazione del rapporto di lavoro.Tra gli episodi contestati, come riferito dal Corriere, figurerebbe la possibilità concessa a persone esterne di accedere agli spazi della Rai, tra cui Valter Lavitola. Al giornalista sarebbe inoltre stato attribuito l'inoltro allo stesso Lavitola di comunicazioni e circolari interne dell'azienda, contenenti valutazioni e dichiarazioni dell'ex volto di Report sulla Rai e sulla presunta presenza di ambienti legati alla mafia o alla massoneria all'interno dell'azienda.
Nel quadro della contestazione rientrerebbero anche alcuni commenti pubblicati sui social network riguardanti i conduttori scelti dalla Rai per la trasmissione Report. Anche queste esternazioni sarebbero state considerate non conformi alle disposizioni previste dal codice etico aziendale.
Non sarebbe invece presente nella lettera il riferimento alla decisione di sollevare Ranucci dalla conduzione di Report e dall'incarico di vicedirettore ad personam presso la Direzione Approfondimento Rai. L'azienda ha ribadito più volte di considerare tale scelta una decisione di natura editoriale, rientrante nelle proprie prerogative, e successivamente ha sottoposto al giornalista tre differenti possibilità di ricollocazione.
Ranucci avrà quindi cinque giorni per presentare le proprie spiegazioni. Nel caso in cui le giustificazioni non vengano considerate adeguate, potrà essere avviata una procedura disciplinare autonoma rispetto alla precedente decisione di escluderlo dalla conduzione di Report, provvedimento che la Rai ha motivato con «ragioni editoriali».
La vicenda sarà affrontata anche durante il Cda Rai in programma domani, nel quale i consiglieri espressione dell'opposizione intendono ottenere chiarimenti sull'intera questione. Tra gli argomenti all'ordine del giorno figura inoltre il futuro di Roberto Sergio, destinato a lasciare la Rai ma indicato per mantenere la guida generale della televisione di San Marino. Una soluzione che non sarebbe condivisa da tutti i componenti del Consiglio, tra cui il presidente facente funzioni Antonio Marano.
Parallelamente, l'azienda continua a monitorare anche gli sviluppi sul piano giudiziario relativi alla vicenda che coinvolge Ranucci e valuta la possibilità di presentarsi come parte civile nel procedimento, qualora sussistano le condizioni necessarie.

